Una rissa
Una rissa

Viareggio, 4 aprile 2019 - Non  tornerà «mai più in Italia», anche a costo di non ottenere giustizia. Troppo profonda la ferita lasciata dalla violenta rapina subita meno di un anno a fa. E’ per questo un turista argentino, che aveva scelto Viareggio per la sua vacanza trasformata in un incubo, ha deciso di non partecipare al riconoscimento dell’uomo accusato di averlo brutalmente aggredito. «Non ne voglio sapere più niente. Non metterò mai più piede in Italia», ha risposto in un lettera declinando l’invito del Tribunale di Lucca. Rinunciando così a consolidare, con la sua testimonianza, l’impalcatura accusatoria. Per quella rapina il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Lucca Alessandro Trinci ha rinviato a giudizio Mihail Daniel Iancu.

A riconoscerlo era stato proprio il turista argentino, sfogliando l’album delle fotografie segnaletiche che le forze dell’ordine a cui si era rivolto per denunciare l’accaduto gli avevano sottoposto. Non aveva dubbi: era proprio quel ragazzo di origine romena l’uomo che l’aveva preso a calci e pugni, che l’aveva pestato per rubargli la borsa. Probabilmente il malvivente lo aveva tenuto sott’occhio per diverso tempo, questa è la ricostruzione degli inquirenti. Il rapinatore infatti doveva sapere che dentro lo zainetto che l’argentino aveva in spalla c’era qualcosa di davvero prezioso. Tra creme solari, un libro, l’asciugamano anche un Rolex. Ha atteso che il bagnante lasciasse la spiaggia, che si trovasse in una zona isolata e che in quel momento non passasse nessuno. Poi si è scagliato contro il turista argentino, l’ha picchiato fino a quando lui, stremato e livido, non ha mollato lo zaino con il prestigioso orologio. E poi è scappato, facendo perdere le sue tracce.

mdc