La sede del Cristo Risorto che era stato rubato nel Duomo di Seravezza
La sede del Cristo Risorto che era stato rubato nel Duomo di Seravezza

Seravezza (Lucca), 25 dicembre 2019 - Sotto l’albero di Natale i seravezzini ritrovano...la splendida scultura del Cristo Risorto rubata ben tre anni fa dal Duomo. A dare l’annuncio del positivo esito delle indagini compiute dai carabinieri è stato don Luca, durante la funzione della IV domenica di Avvento: un colpo di scena di non poco conto visto che l’opera – realizzata tra fine Cinquecento e inizi Seicento – ormai era data per persa dai parrocchiani. Anzi, il parroco ha raccontato che dopo il ritrovamento, è stata sottoposta a certosino restauro a causa dei danni fatti dai ladri che, per trafugarla dalla chiesa, ne spezzarono i piedi assicurati sul tempietto contenente reliquie di santi all’interno della cappella delle anime del Purgatorio. E adesso il Cristo Risorto è quindi tornato a fare bella mostra di sè nel Duomo dei Santi Lorenzo e Barbara. Le indagini sono ancora in corso e dall’altare non è stato svelato il luogo del rinvenimento della scultura marmorea: diverse le versioni che si sussurranno in paese. C’è chi dice che i militari siano riusciti a individuarla sul banchetto di un mercatino dell’antiquariato, mentre altri dicono che sia stata rinvenuta per caso, dopo essere rimasta per anni gettata in un fosso.

La notizia del furto dell’opera, fece non poco clamore nell’ormai lontano aprile 2016, quando i parrocchiani lanciarono un grido di dolore addirittura tramite i social. La realizzazione, alta circa 50 centimetri, attribuita al seguace di Michelangelo, Donato Benti (1470-1537) era collocata sopra il tempietto creato nel 1570 dalla bottega di Davide Tedeschi. La scoperta del furto fu fatta dopo la Messa delle 18 quando alcuni fedeli, passando dalla cappella, notarono che la statua era letteralmente sparita: anzi, erano rimasti solo i piedi assicurati alla struttura di base. I ladri avevano evidentemente forzato e spezzato alle caviglie la scultura per poi trafugarla; un modo assai singolare di agire, anzichè tentare di scalzare la parte sottostante e garantire l’integrità della realizzazione, così da piazzarla al meglio sul ’mercato’. Un elemento artistico di grande pregio torna dunque nella disponibilità dei fedeli: all’epoca fu don Hermes Luppi a seguire la vicenda, presentando denuncia ai carabinieri con tanto di scheda descrittiva stilata dal dipartimento delle belle arti di Pisa. Invece non è stato mai più ritrovato il crocifisso ligneo lavorato a mano che si trovava sul pulpito e che fu rubato sempre in Duomo nel 2012.

© RIPRODUZIONE RISERVATA