Il piccolo delfino con la mamma a largo di Viareggio
Il piccolo delfino con la mamma a largo di Viareggio

Viareggio, 14 luglio 2019 - Un fiocco azzurro in mezzo al blu. Luglio 2019, nome proprio di tursiope, è un dono del mare, è la meraviglia della natura, è l’espressione del futuro, il simbolo di un mondo da proteggere. E’ speranza, dopo questi giorni caratterizzati dai divieti di balneazione. Il Mare Nostrum più forte del mare nero.

Si chiama come il mese e l’anno in cui si è affacciato alla vita l’ultimo delfino nato nel grande branco che da vent’anni abita davanti alla costa viareggina. Concedendoci il lusso di partecipare, a distanza, a quelle danze emozionanti sospese tra aria e acqua. Non ha neppure una settimana Luglio 2019, lo testimoniano le grinze evidenti sui fianchi.

"Sono pieghe fetali – spiega il biologo marino Silvio Nuti – spariscono all’incirca dopo dieci, massimo quindici giorni dalla nascita". Con termini scientifici viene definito un ‘new-born’, ma per tutti ormai è il ‘piccoletto’. A fare la scoperta è stato il Cetus, associazione di cui Nuti è fondatore, durante l’ultima uscita col catamarano.

A 5 miglia dalla costa di Viareggio, nello specchio d’acqua dove si riflette il Parco di Migliarino San Rossore, il gruppo di biologi ha intravisto il branco di tursiopi. Le pinne, i dorsi lucidi fuori e dentro le onde. "Erano tutte femmine – prosegue Nuti –, e in mezzo a loro è apparso il neonato, con le tipiche striature bianche. Nuotava indisturbato, protetto da cinque esemplari adulti. Ma siamo riusciti a riconoscere la madre". Da cui non si è mai staccato. Anche lei è censita, si chiama Jennifer. La pinna è regolare, con pochi segni. E’ giovane "e Luglio deve essere il suo primo cucciolo – prosegue il biologo –. Lo abbiamo supposto proprio per la presenza di più femmine insieme, che danno maggiore protezione al nuovo nato e sostegno alla madre".

Nel gruppo è stato avvistato un altro cucciolo di delfino, "ha all’incirca due mesi, è Maggio 2019. La mamma – aggiunge il fondatore di Cetus – è 2P, per la presenza di due particolari puntine sulla parte posteriore della pinna. E’ sicuramente più anziana di Jennifer, e al secondo o terzo piccolo. Essendo più abituata nuota da sola".

Fanno tutti parte dei circa duecento esemplari che vivono nel Santuario dei Cetacei, e che da vent’anni Cetus (Centro di ricerca sui cetacei) studia. Con i progetti dell’Osservatorio regionale per le biodiversità e Pelagos, in collaborazione con l’acquario di Genova, Tethys e Guardia Costiera, monitora lo stato di salute e l’evoluzione demografica dei tursiopi. Mentre con i contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca accompagna le nuove generazioni alla scoperta del mondo marino, dei suoi doni da tutelare.

"Il gruppo stanzia davanti alla costa di Viareggio e dintorni ormai da vent’anni. Questo significa che nel nostro ambiente marino – aggiunge Nuti – ha trovato un ambiente favorevole".

Martina Del Chicca