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Matteo, quel calcio alla malattia. Torneo dei piccoli eroi con Bonucci

Il giovane studente dopo un anno di cure ha ottenuto l’idoneità alla pratica sportiva agonistica. Ha partecipato al match con i ragazzi guariti dal cancro alla presenza del campione di serie A.

Matteo, quel calcio alla malattia. Torneo dei piccoli eroi con Bonucci

Il calcio alla malattia l’ha dato davvero. Certificato dalla visita sportiva agonistica che lo ha ritenuto idoneo a tornare a giocare a pallone. E così per Matteo Pallotti, 17 anni ad agosto, è stata sostenzialmente scritta la parola ’fine’ a quel lungo calvario che per un anno lo ha tenuto impegnato tra ospedali e cicli di cure. Dovrà sottoporsi ancora a periodici controlli ma ormai la guarigione è raggiunta, tanto che Matteo è voluto tornare tra i banchi dell’istituto per geometri e poi ha partecipato al progetto ’scuola lavoro’ in uno studio tecnico e a settembre sarà regolarmente a frequentare la quarta. La soddisfazione più grande è stata ricominciare a dilettarsi con il pallone, addirittura davanti agli occhi di un numero uno: Leonardo Bonucci, che con suo figlio ha vissuto un’esperienza analoga. Lo studente infatti ha partecipato nei giorni scorsi ad Alba alla “Partita più bella del mondo”, che si è giocata nella versione di un torneo con 6 squadre miste di ragazzi e ragazze provenienti dai Centri di Oncoematologia pediatrica di varie regioni d’Italia. Tutti piccoli eroi perchè guariti o in via di guarigione. Una iniziativa organizzata dal reparto del Regina Margherita di Torino e dalla sua organizzazione dei genitori Ugi. Dal Gaslini di Genova, dal Sant’Orsola di Bologna, dall’istituto tumori di Milano, dal S.Gerardo di Monza e dal Santa Chiara di Pisa i giovani atleti hanno portato l’allegria e la consapevolezza. Da Pisa sono partiti grazie ad Agbalt (l’associazione genitori bambini affetti da leucemia e tumori che offre gratuitamente una casa e il supporto costante di medici e volontari a chi vive le difficoltà di un figlio malato), 12 supereroi tra 12 e 21 anni. "Abbiamo fatto anche bella figura arrivando secondi, ma l’importante era esserci e divertirci" è stato il comune sentire dei ragazzi al rientro verso casa.

La storia di Matteo ha commosso Forte dei Marmi ma non solo, mettendo in luce la grande solidarietà e il grande cuore che può manifestarsi anche in giovanissima età. Il suo incubo è cominciato a giugno del 2023 quando a causa di un malessere improvviso si è sottoposto ad accertamenti. L’esito clinico è stato severo e in un battibaleno si è trovato in un letto del Santa Chiara, isolato dai genitori che si sono alternati all’ospedale per seguire passo passo il proprio figlio. Una lunghissima estate tra flebo, qualche lettura e ogni tanto un po’ di relax al pianoforte, in ambienti assolutamente protetti. Ma commovente è stata la risposta di tutti i suoi amici che, con la spontaneità dei teenager e matura sensibilità hanno attivato una vera e propria rete di protezione e vicinanza attorno a quell’amico costretto ad uno stop forzato dalle partite di pallone e le serate a passeggiare in centro. Per mesi l’hanno coinvolto in un gruppo di whatsapp dove ciascuno raccontava il suo quotidiano, come se niente fosse. Come se la vita scorresse tranquilla, per regalare quel senso di doverosa normalità a chi si trovava a lottare con la tenacia di un piccolo leone. Gli amici sono corsi anche sotto le finestre dell’ospedale a esibire striscioni e hanno fatto di tutto per non far sentire Matteo mai solo. Quell’incubo ha poi regalato una meravigliosa e positiva svolta con cartelle cliniche incoraggianti e quella gran voglia di riprendere la propria vita tra le mani. E così Matteo ha riassaporato il desiderio di giocare a pallone e la visita sportiva a cui si è sottoposto ha formalmente certificato la sua ripartenza "sul campo".

Francesca Navari