
L’ex sindaco Franco Mungai
La sentenza della Corte dei Conti che ha portato al sanzionamento dell’ex sindaco Franco Mungai (multato per quasi 14mila euro) e dell’ex assessore Stefano Natali (poco più di 6mila euro) fotografa alcune cose importanti sul dissesto dell’ente del 2019. Sulla vicenda, il centrodestra ha organizzato un incontro che si terrà domattina in consiglio comunale.
Primo: la Corte dei Conti non entra nel merito del dissesto, ma analizza – e sanziona – il metodo gestionale dell’amministrazione Mungai. Le "conseguenze sanzionatorie" derivano, scrivono i giudici, "da una situazione di fatto, ovvero l’intervenuta dichiarazione di dissesto dell’Ente. La deliberazione di dissesto è sì contestabile, ma non nella presente sede".E dunque: fatto il dissesto, alla Corte tocca solo l’accertamento delle responsabilità. Che, come detto, sono state individuate nella gestione del quinquennio 2014-19.
In una situazione di squilibrio finanziario di lungo corso, scrivono i giudici, Mungai e Natali, "consapevoli delle difficoltà dell’Ente, avrebbero dovuto attivarsi avendo riguardo agli schemi normativamente previsti a fronte di situazioni del genere. Rilevata l’impossibilità di ottemperare all’immediata applicazione del disavanzo d’amministrazione all’esercizio in corso o il suo ripiano negli esercizi successivi considerati nel bilancio di previsione (...), erano tenuti a conseiderare gli strumenti alternativi" come "l’adozione di una procedura di riequilibrio (...) o la stessa dichiarazione di dissesto".
Quel che la Corte dei Conti contesta è in particolare "l’inerzia di fronte alla situazione di squilibrio", rilevando "un’omissione gravemente colposa". "Gli amministratori avrebbero dovuto assicurare un maggiore sforzo di diligenza e attenzione nelle scelte gestiore". E il fatto che sotto la gestione dell’Osl i conti ’siano tornati’, secondo i giudici, "potrebbero comprovare che attraverso una corretta e rigorosa gestione delle componenti positive del bilancio, le condizioni del Comune avrebbero potuto essere ben diverse da quelle che in concreto si palesavano nel 2019". Anzi, "ciò potrebbe dimostrare, al contrario, l’inerzia" degli amministratori.