Anche la Capitaneria  sta monitorando i depuratori (foto Umicini)
Anche la Capitaneria sta monitorando i depuratori (foto Umicini)

Viareggio, 12 luglio 2019 - Si intravedono galleggiare anche pezzi di carta igienica. Non ci sono dubbi: nella Darsena Lucca c’è uno scarico di liquami. Reflui bruti, non trattati. Una cascata di batteri fecali. Da dove arrivino e perché lo appureranno i militari della Capitaneria di Porto, che subito ieri mattina, il giorno dopo la scoperta, sono intervenuti in via Coppino.

Una ditta specializzata ha trivellato la strada per aprire i tombini, e da lì capire lo stato delle fognature nere. In questi giorni proseguiranno gli accertamenti, per risalire alla responsabilità di quello sversamento illecito. Ma dalla prime risultanze pare che si tratti di un pozzo nero privato, quindi un condominio o un’abitazione, evidentemente pieno fino all’orlo. Che dunque tracimando sta portando i liquami nelle fogne bianche e quindi dritti in porto. In ogni caso lo scarico abusivo nella Darsena Lucca non è certamente responsabile dello sforamento del livello di guardia dell’escherichia coli nelle nostre acque, e quindi del divieto di balneazione che dal Burlamacca corre fino alla Fossa dell’Abate. Ma è la testimonianza, visiva (e olfattiva), del problema delle fogne che indisturbate sbucano in mare.

Un anno fa, proprio di questi tempi, i militari multarono un condominio che sversava i suoi reflui nel Burlamacca. Utilizzarono delle sonde e della fluorescina (sostanza non inquinante capace di colorare l’acqua) per identificare l’orgine dello scarico nel Canale. Ma il nucleo ambientale delle Capitaneria di Porto monitora periodicamente lo stato depuratori della costa e dell’entroterra. Questa è l’unica strada. Per l’operazione mare pulito c’è solo un’arma, proseguire verso l’adeguamento degli impianti di Gaia – per cui sono in corso interventi per 100milioni di euro – e una guerra serrata agli scarichi. Proprio come quello intercettato nella Darsena Lucca, all’ingresso di via Coppino. Scarichi selvaggi che continuano a ferire la nostra costa. Estate dopo estate.

Martina Del Chicca