Il silenzio su piazza Cavour: "Basta, torni al Comune"

Il Partito Democratico fa appello al sindaco e all’amministrazione comunale "I soldi previsti come contributo al project si investano in decoro e arredi".

Il silenzio su piazza Cavour: "Basta, torni al Comune"

Il silenzio su piazza Cavour: "Basta, torni al Comune"

Sono determinati ad andare avanti, a fare rumore per reclamare attenzione, fin quando l’amministrazione Del Ghingaro non darà una risposta sul presente e sul futuro di piazza Cavour. E ad oltre due settimane dalla manifestazione di protesta “RiprediAmoci il Piazzone“, che ha portato sotto le logge oltre 700 persone, e altrettante di silenzio da parte della giunta, rispetto alla richiesta di condivisione e di interventi sul decoro e sulla sicurezza, i commercianti e i residenti del centro città fanno appello "alle componenti del Consiglio Comunale, sia di maggioranza che di opposizione, perché ci sia un confronto serio e propositivo sulle urgenze del mercato".

All’appello ha risposto il Partito Democratico. "Sarebbe ora – scrivono da via Regia –, come chiesto anche dalle associazioni di categoria e dal Comitato di piazza Cavour, di conoscere lo stato dell’arte del progetto presentato ormai da anni dalla Mercato srl, in particolare se le modifiche sopraggiunte rendano ancora attuabile e sostenibile tale piano ed il relativo investimento. Ed in caso contrario vorremmo sapere come l’amministrazione comunale intende procedere". I democratici invitano il sindaco e l’amministrazione anche a riconsiderare l’intera operazione "affinché il mercato di Piazza Cavour – dicono – torni nelle mani pubbliche, del Comune. E che la giunta investa i milioni di euro, previsti come contributo al privato realizzatore del project, in un piano straordinario di decoro, arredo urbano e recupero, a partire dai loggiati, abbassando al contempo il peso di tasse e imposte che gravano su imprese e cittadini. Ancora ai massimi livelli, esattamente come ai tempi del dissesto". E nel frattempo "si persegua la possibilità di intercettare finanziamenti europei per completare poi la ristrutturazione e riqualificazione del mercato. Sappiamo che in altre realtà, anche toscane, su mercati di interesse storico, si è proceduto in questo modo.

Ma oltre che nel centro città, "la situazione è critica, per il commercio, anche negli altri quartieri della città e a Torre del Lago. Ed emerge – sostenono i democratici – l’assenza completa di politiche attive a favore dei negozi di vicinato. Eppure, l’amministrazione comunale, senza brillare di fantasia, poteva semplicemente copiare le esperienze positive di altri Comuni". Come " Il riconoscimento e forme di agevolazioni per i negozi storici, l’abbattimento della Tari e del suolo pubblico per tutto il primo anno per le nuove attività, in modo di invogliare e sostenere nell’avvio chi sceglie di investire in una attività commerciale. Un sostegno concreto, anche finanziario, per il rilancio dei Centri commerciali naturali esistenti, lasciati, invece a sé stessi e – conclude Il Pd – per la costituzione di nuovi, nei quartieri e nella periferia. Sapendo che in tal modo è possibile anche attivare risorse regionali".