"Il ragno dei Breschi, ma anche Allegrucci". Il verdetto dei carri dalla bocca dei bambini

Nicholas, Christian e Simone danno i voti alle costruzioni secondo lo spirito della gioventù ma anche con osservazioni profonde. Cosa colpisce i più giovani? Personaggi, colori, musica. E c’è anche l’aspirante maestro della cartapesta che inneggia a Raciti.

"Il ragno dei Breschi, ma anche Allegrucci". Il verdetto dei carri dalla bocca dei bambini
"Il ragno dei Breschi, ma anche Allegrucci". Il verdetto dei carri dalla bocca dei bambini

Per chi vengono fatti i carri del Carnevale? Per le giurie tecniche? Per gli esperti? Per la presidente della Fondazione? I bambini sono la grande risorsa delle sfilate: non pagano il biglietto, ma muovono migliaia di famiglie. E allora scopriamo i carri con i loro occhi, quelli della purezza che si affaccia sul mondo.

Per esempio Christian Ferro che darebbe lo scettro al ragno dei fratelli Breschi: e non a caso si maschera da Spider-Man. A 6 anni e mezzo cammina per la Passeggiata con in tasca ragnatele per salvare il mondo. Lui mè rimasto ammaliato dal carro "Ascolta ragazzo". Il babbo racconta che a prima vista l’enorme animale l’aveva un po’ impaurito. Ma la paura è durata poco. "Spider-Man vuol dire Uomo Ragno – dice Christian – Alla Cittadella il modellino mi aveva spaventato. Ma quello enorme del carro no. Mi piace tantissimo il movimento ed è il mio preferito". Christian ha le idee chiare e non lascia spazio agli altri concorrenti, stilando una classifica che ha un solo giocatore e un solo vincitore. Dopo "Ascolta ragazzo…" non ce n’è per nessuno.

La passione per l’Uomo Ragno, è condivisa anche da Simone Bianchi, 7 anni e mezzo, che dagli spalti di piazza Mazzini ha decretato, non dopo poche incertezze e confusioni, il suo primo posto per Massimo e Alessandro Breschi: "Mi piacciono tantissimo il ragno, il ragazzo e la canzone". La musica lo appassiona e influenza la sua classifica: "Dopo i Breschi metto Jacopo Allegrucci per le sirene e la musica, Lebigre e Roger per "Svegl-Ia", "Octopus 5.0 La rivoluzione artificiale" di Luigi Bonetti per "le bolle di cartapesta che escono dal carro", i Lombardi, Luca Bertozzi, Roberto Vannucci con "È tempo di cambiare" e "Il circo dei sogni" di Alessandro Avanzini all’ultimo posto".

Pieno di motivazioni c’è Nicholas Ori, 7 anni compiuti lo scorso luglio, mascherato da Burlamacco; "Sogno di fare il carrista e non mi perdo un Carnevale da quando ero piccolo". Perché a 7 anni è già un carnevalaro cresciuto: "A me piace “All you can eat di Matteo Raciti“. In seconda categoria uno può sviluppare la sua tecnica e realizzare carri meravigliosi. Fare un’evoluzione per poi salire in prima categoria". Nicholas stila il verdetto anche per la Serie A dei carri: "Il vincitore è ovviamente Jacopo Allegrucci con “Va’ dove ti porta il cuore“. "Il bambino si alza e si muove come le onde, è bellissimo". Al secondo posto metto “Il profumo delle rose nelle spine“ di Carlo e Lorenzo Lombardi. Perché 120 rose mi sembrano abbastanza per il secondo posto. Terzo l’ibrido da laoratorio di “Più denti! The World’s Greatest Show“ di Luca Bertozzi, il T-Rex. Quarto Alessandro Avanzini, seguito da Lebigre e Roger che hanno fatto un carro troppo robotico ma carino".

Nicholas non apprezza molto la costruzione dei Cinquini: "Per me sono sesti, settimi i fratelli Breschi. Li conosco anche, sono molto bravi, ma potevano fare di meglio. Poi il mammuth di Roberto Vannucci perché col verso che fa diventi sordo", ultimo il polpo di Bonetti che se esistesse, sarebbe di terza categoria. È vuoto, troppo robotico e il polpo non ha nemmeno un nome. Se immagini una cosa, devi anche pensare un nome". Duro, spietato come tutti i bambini: ma puro come un fiore.