Scuola in zona rossa: anche in Versilia sono tornati in classe solo gli studenti più piccoli. Terminate le vacanze pasquali, da ieri, sono rientrati a scuola gli studenti che frequentano la scuola dell’infanzia, la primaria e gli alunni del primo anno della scuola secondaria di primo grado. Tutti gli altri continuano a frequentare le lezioni da casa con la didattica digitale integrata. La situazione sembra essere uguale a quella già vissuta durante la seconda ondata di novembre, ma questa...

Scuola in zona rossa: anche in Versilia sono tornati in classe solo gli studenti più piccoli. Terminate le vacanze pasquali, da ieri, sono rientrati a scuola gli studenti che frequentano la scuola dell’infanzia, la primaria e gli alunni del primo anno della scuola secondaria di primo grado. Tutti gli altri continuano a frequentare le lezioni da casa con la didattica digitale integrata. La situazione sembra essere uguale a quella già vissuta durante la seconda ondata di novembre, ma questa volta le regole sono ancora più rigide.

"Nessun allentamento delle norme – commenta Carmen Menchini, dirigente dell’Istituto comprensivo Pietrasanta 2 – Anzi la soglia d’attenzione adesso deve aumentare. Proprio ieri ho ricevuto, come tutti gli altri miei colleghi, una nota dal capo dipartimento del Miur che ha invitato al mantenimento delle procedure che prevedono tra l’altro l’igienizzazione frequente, l’areazione delle aule, indossare la mascherina dai sei anni d’età in poi e là dove fosse possibile, aumentare anche le distanze tra i banchi. Immediatamente ho fatto pubblicare una circolare per ricordare a tutto il mio personale queste regole, perché è vero che abbiamo già l’esperienza di novembre, ma è anche giusto sottolineare che la situazione oggi è ancor più drammatica di prima e l’indice di contagi è maggiore anche a causa delle nuove varianti".

La preside Carmen Menchini guarda avanti e pensa prima di tutto al futuro dei suoi piccoli studenti: "Va ammesso che la gestione non è semplice, non lo è mai stata fin dall’inizio della pandemia, ma siamo tutti felici che almeno gli studenti più piccoli possano stare in classe; la scuola infatti – sottolinea la dirigente – è fatta di relazioni sociali, il compito educativo passa anche e soprattutto dalle relazioni. Anche se la didattica a distanza è uno strumento necessario oggi, però i più piccini hanno prima di tutto bisogno di stare insieme".

E poi Carmen Menchini ribadisce l’appello: "La scuola controlla e opera monitoraggi continui, ma è necessaria una presa di responsabilità da parte di tutti, che poi fa anche parte del protocollo siglato a settembre con le famiglie. Inoltre si è svolta anche una conferenza zonale con tutti i pediatri per uniformare i comportamenti dei vari soggetti. Insomma – conclude la preside – ce la stiamo mettendo tutta per far sì che la scuola vada avanti, ma noi arriviamo a monitorare fino ai cancelli dei nostri istituti, dopodiché ci devono pensare i genitori".

Eleonora Prayer