DANIELE MANNOCCHI
Cronaca

Emma e Leo: "Oltre la tempesta". Le mamme rivivono il legame tra i figli

Si sono conosciute in ospedale un anno fa dopo il terribile incidente "Il nostro obiettivo è trasformare la loro morte in energia positiva".

Emma e Leo: "Oltre la tempesta". Le mamme rivivono il legame tra i figli

Emma e Leo: "Oltre la tempesta". Le mamme rivivono il legame tra i figli

"Insieme, abbracciate, attraversiamo la tempesta". Il filo conduttore è la vita, in tutte le sue accezioni. A partire dal nome scelto per l’associazione intitolata a Leonardo Brown ed Emma Genovali, la coppia di giovanissimi – 21 e 20 anni – vittima, un anno fa, di un incidente che sarebbe stato fatale per entrambi. L’hanno chiamata "Vivi con Emma & Leo", ed è un inno alla riscoperta dei valori fondativi di ogni esistenza: l’amore, le emozioni, i legami.

Legami come quello, indissolubile, che si è creato tra le mamme dei due ragazzi: Manuela Guidi, madre di Leonardo, e Ilaria Grazioli, madre di Emma. "Ci siamo conosciute il 4 luglio di un anno fa a Cisanello (il giorno del tragico incidente; ndr), prima non ci eravamo mai viste – racconta Manuela –; da quel momento non ci siamo più separate. Attraversiamo la tempesta insieme, e insieme portiamo avanti il legame che si era creato tra Emma e Leonardo".

Una accanto all’altra, ieri, in spiaggia, con i lineamenti così simili a quelli dei figli. I contorni del volto di Manuela sono una copia carbone di quelli di Leonardo: la forma della bocca, il taglio degli occhi, la fronte. Solo i colori li distinguono. Mentre Ilaria ed Emma sembrano separate dal solo spazio di una frangetta, quella che la giovane portava con tanto orgoglio. Le sfumature, le tonalità chiare sono invece quasi sovrapponibili.

"Lo scopo della nostra associazione è organizzare eventi, creare qualcosa che permetta di recuperare le connessioni tra le persone che in questo mondo si stanno un po’ perdendo – spiega ancora Manuela –; vogliamo valorizzare il legame tra l’uno e l’altro, per riportare alla vita, a crederci, a metterci l’anima. Il nostro obiettivo è trasformare la morte di Emma e Leo in energia positiva per far riscoprire l’essenza della vita. Ci sono ragazzi, al giorno d’oggi, che la loro vita la butterebbero via. Per questo bisogna ritornare all’essenza, alla radice, ai legami delle persone. In questo primo evento abbiamo allestito un vialetto fatto di cuori, e poi ci sarà l’arte, ci sarà la musica, in modo che ognuno possa portare qualcosa di sé. Un modo per educare al bello".

Quello di ieri era il primo evento pubblico dell’associazione. Canottiere gialle – il colore del fiore preferito di Emma – a punteggiare la spiaggetta di fianco all’Altro Mare, a due passi dal muraglione. Tante canottiere gialle. L’aveva addosso anche Malè, la cagnolina di sette mesi entrata nella vita di Ilaria, la mamma di Emma. Una piccoletta timida, in mezzo a tante persone, ma piena di fiducia, che porta con sé un pezzo del legame tra Emma e Leonardo: "L’ho chiamata così – spiega Ilaria Grazioli – per unire l’ultima sillaba del nome di Emma con la prima del nome di Leonardo".

Si torna sempre lì, ai legami. "Nel tempo in cui viviamo – sottolinea Manuela Guidi – sembra quasi che le generazioni vivano una contro l’altra. È anche per questo che abbiamo organizzato l’evento: Emma e Leonardo avevano amici, ma anche genitori, zii, nonni, fratelli. Qui siamo tutti insieme, giovani e vecchi. E siamo stati fortunati: abbiamo con noi un gruppo di ragazzi speciali, che dallo scorso 4 luglio non ci hanno mai lasciato sole, nemmeno per un secondo. Senza contare le tante associazioni che ci hanno preso per mano e ci hanno aiutato: la Croce Verde e la Croce Rossa, il gruppo Fratres e FenomenAle, l’associazione nata in ricordo di Alessandro Cecchi".

La gente continua ad affluire. Canottiere gialle, tantissime. Manuela, indaffaratissima, dà le ultime istruzioni. Ilaria la segue con lo sguardo, mentre tiene in braccio Malè. C’è un’energia intangibile che le connette. Fortissima, anche se non si vede. Un legame indissolubile.