Denuncia della consigliera: "Mio padre abbandonato al pronto soccorso"

Il 68enne, immuno depresso, sarebbe stato lasciato 24 ore insieme ai pazienti "Adesso ha la polmonite e sta lottando per la vita ma le speranze sono poche".

Denuncia della consigliera: "Mio padre abbandonato al pronto soccorso"

Denuncia della consigliera: "Mio padre abbandonato al pronto soccorso"

Sta lottando per sopravvivere dopo aver contratto una polmonite. Un 68enne fortemarmino è rimasto oltre 24 ore su una barella nel pronto soccorso dell’ospedale Versilia e la figlia Tessa Nardini (tra l’altro consigliere delegato al turismo a Seravezza) denuncia: "Ho detto che era immuno-depresso e l’hanno lasciato in mezzo a tutti gli altri. Dopo due giorni è stato accertato che ha contratto la polmonite". "Un episodio increscioso avvenuto tra sabato 29 e domenica 30 giugno – racconta Tessa Nardini – visto che mio padre, gravemente malato ed immuno-depresso, è stato lasciato oltre 24 ore su una barella del pronto soccorso prima di essere spostato nel reparto dove è in cura, e da dove era stato dimesso solo qualche giorno prima. In pronto soccorso è rimasto senza mascherina in mezzo a pazienti con varie ed eventuali patologie, tutti appiccicati. Alle rimostranze della famiglia è stato spostato in una sorta di sgabuzzino da solo, e poi puntualmente rimesso nello stanzone comune insieme agli altri, quando noi familiari eravamo andati via. Tutto ciò nonostante il medico di famiglia avesse parlato subito la mattina col primario del pronto soccorso per spiegare la situazione e preparato una lettera con l’anamnesi. Il primario evidentemente ha fatto orecchie da mercante e la lettera è stata letta solo sette ore dopo.

L’altro primario del reparto dove mio padre era in cura è stato avvisato solo la sera alle 21, quando ormai non si poteva organizzare il trasporto. Se invece fosse stato avvisato la mattina, l’avrebbero subito preso perché un letto era a disposizione, ma evidentemente al pronto soccorso hanno ritenuto meglio tenerlo 24 ore in barella, nonostante la sua immunodepressione e la sua totale assenza di globuli bianchi. Oltretutto riferivano dal pronto soccorso che i medici sono stati tutta la notte in contatto costante con il primario del reparto dove l’uomo è in cura, peccato avere appreso poi che la cosa non era vera".

"Finalmente quando mio padre è arrivato in reparto – continua a raccontare la figlia – la situazione, per fortuna, è stata subito gestita egregiamente dal primario ma mio padre è apparso fin dal suo subito letargico e “allucinato” e dopo due giorni è stato certificato che era affetto da polmonite. Essendo immunodepresso, adesso sta lottando per sopravvivere ma le speranze sono poche".

Francesca Navari