Viareggio, 7 marzo 2018 -  Linda era una bambina di appena 8 anni. Che viaggiava in auto con la sua mamma a bordo di una Mini One. Quel maledetto pomeriggio del 15 luglio dello scorso anno stavano tornando a casa, a Prato. Per la sua morte il procuratore capo Pietro Suchan e il sostituto procuratore Piero Capizzoto della Procura di Lucca hanno formalizzato, a chiusura delle indagini, la richiesta di rinvio a giudizio per due automobilisti: omicidio colposo e lesioni colpose (nell’incidente rimase ferita anche la mamma della piccola Linda) per Manolo Campioni di Buggiano (Pistoia), 38 anni che era alla guida dell’autocarro Renault Kangoo che tamponò la Mini One dove viaggiavano madre e figlia; violazione delle normative del codice della strada per Antonio Nesta, 48 anni di Torino, la cui Ford Focus era ferma nella corsia di marcia, visto che la Bretella (che con i suoi 3,40 euro di pedaggio per meno di 20 chilometri è una delle autostrade più care d’Italia) non ha una corsia di emergenza. Durante le indagini il sostituto procuratore ha ricostruito che l’automobilista al volante aveva accusato un colpo di sonno e che per questo aveva sbandato verso destra urtando il guard rail. A seguito dell’incidente si era fermato e aveva a lungo sostato in quel posto dove rappresentava un evidente pericolo per gli altri automobilisti.

Un incidente  probatorio ha accertato il fatto che l’auto poteva essere nuovamente messa in moto e condotta tranquillamente fino alla prima piazzola di sosta, o magare al vicino slargo dell’uscita per Massarosa. Questa condotta, secondo la Procura di Lucca, ha originato il successivo incidente stradale. Quello che ha coinvolto madre e figlia, Veronica Ceri e Linda Pastacaldi di 8 anni. La Mini One guidata da Veronica si è trovata di fronte la Ford Focus ferma sulla carreggiata di marcia. Veronica ha rallentato e si preparava a immettersi sulla corsia di sorpasso. Prima che iniziasse la manovra, sempre sulla corsia di marcia, è stata tamponata dalla Reanault Kangoo guidata da Manolo Campioni, difeso dall’avvocato Maurizio Dalla Casa. La piccola utilitaria andò poi a sbattere a sua volta contro il guard rail. Un doppio urto che risultò fatale per la piccola Linda, vittima innocente di questo incidente stradale.

Inizialmente era stata indagata anche la madre della bambina, difesa dall’avvocato Manuele Ciappi di Prato. La Procura, in particolare aveva visionato i tabulati telefonici della donna e degli altri automobilisti coinvolti nell’incidente. L’intento era quello di capire se la donna stesse parlando al cellulare mentre è successo l’impatto. Gli accertamenti della Procura hanno invece evidenziato che la donna non era al telefono, per cui sono cadute tutte le accuse a suo carico. Ora il Gip dovrà valutare se rinviare a giudizio oppure no i due automobilisti coinvolti.