Terni, 12 ottobre 2020 - Conferenza stampa irrituale quella convocata dal procuratore Alberto Liguori al Comando provinciale dei carabinieri. Il caso è la tragica morte di Maria Chiara Previtali, 18 anni appena compiuti, uccisa ad Amelia da un'assunzione di droga, forse eroina, nella notte tra venerdì e sabato. Indagato il fidanzato, che era in casa con lei.

Ma stavolta il procuratore non fa il punto sulle indagini, limitandosi a dire che tutte le ipotesi sono aperte, piuttosto invita la stampa alla massima collaborazione. “Io parlo della stampa locale che mi ha abituato ad aiuto e collaborazione, ad informazione corretta e continente e che non ha teoremi da raccontare. Oggi è il momento del cordoglio. Tutti siamo qui per arrivare alla verità” afferma il magistrato nel suo lungo intervento. “Vi chiediamo di far capire alla collettività che questo clima di tensione che si è creato non deve tradursi in un clima irrespirabile che rischia asfissiare la comunità – continua - . Stiamo conducendo le indagini a 360 gradi ma stiamo notando un po' di pressione e questo non aiuta. So che ci sono anche testate nazionali in città. C'è un'attenzione massmediatica altissima e questo è giusto, però è necessario che ogni indizio trovi dei riscontri. Ci sono richieste di partecipazione a programmi e trasmissioni nazionali per raccontare questa dolorosa storia, non voglio spettacolarizzazioni, serve un dialogo corretto con i media”. E riferendosi all'allarme sociale sulla diffusione di droghe, che nel luglio scorso aveva ucciso nel sonno due ragazzini ternani, il procuratore sottolinea: “Le forze dell'ordine si occupano di fatti specifici, non possiamo blindare la città”.
 

Ste.Cin.