Sfruttavano lavoratori irregolari. Cinque ordinanze cautelari. Sotto sequestro 230mila euro

Costringevano gli stranieri a prestare la loro opera nei campi in condizioni indegne, senza visite mediche né presìdi di sicurezza. Molti degli addetti, clandestini, alloggiavano in case fatiscenti a pagamento.

Sfruttavano lavoratori irregolari. Cinque ordinanze cautelari. Sotto sequestro 230mila euro

Le indagini sono state condotte dal Nucleo ispettorato del lavoro di Perugia,. con i militari dell’Arma di Perugia, Grosseto e Siena

Avrebbero reclutato cittadini stranieri, anche clandestini, per impiegarli in nero. Il giudice per le indagini preliminari di Perugia ha emesso un’ordinanza cautelare nei confronti di cinque indagati, cittadini marocchini e tunisini di età compresa tra i 35 e i 45 anni, legati tra loro da vincoli parentali, residenti nel perugino. Per uno di loro sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per gli altri quattro l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria. Gli indagati risultano titolari di due ditte agricole. Le indagini condotte dal Nucleo ispettorato del lavoro di Perugia, in collaborazione con i militari dell’Arma di Perugia, Grosseto e Siena, sono partite in seguito alla denuncia di una società cooperativa sociale di Perugia che si occupa di persone vittime di tratta, che ha segnalato il caso di un cittadino nigeriano, clandestino, vittima, secondo la denuncia stessa, di sfruttamento lavorativo e violenza da parte degli indagati. Dagli accertamenti, riferisce la Procura della Repubblica di Perugia, sono emersi diversi episodi di sfruttamento. Gli addetti reclutati per lavorare in ambito agricolo avrebbero guadagnato una media di 6 euro all’ora per prestare servizio tra le 8 e le 10 ore in aziende agricole di Perugia, Grosseto e Siena in condizioni "indegne e particolarmente faticose, senza alcuna dotazione di dispositivi di sicurezza, senza alcun tipo di formazione e senza l’invio alle previste visite mediche" a fronte di un contratto che prevedeva sei ore di lavoro al giorno.

Dalle indagini, inoltre, è emerso che circa 70 stranieri sarebbero stati oggetto di sfruttamento, tra loro molti clandestini. Quasi tutti i lavoratori, inoltre, avrebbero alloggiato in un casolare fatiscente a Panicale, in provincia di Perugia, pagando 150 euro al mese. Somma che, hanno rilevato le indagini, sarebbe stata sottratta in maniera arbitraria se non con la violenza e sotto minaccia dalla paga. Dal casolare, i lavoratori sarebbero partiti con furgoni sovraffollati per raggiungere i luoghi di lavoro, senza il rispetto di alcun tipo di diritto. Inoltre, durante un accesso in una delle aziende agricole, il titolare avrebbe mostrato un falso attestato sulla sicurezza, risultato essere stato creato ad hoc da un centro di formazione di Grosseto. La titolare e due collaboratori esterni, che avrebbero svolto la funzione di docenti, sono stati denunciati per aver redatto, in concorso tra loro, falsi attestati sulla sicurezza. Di fronte al quadro indiziario ricostruito, la Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto anche un sequestro preventivo per oltre 230mila euro a carico dell’indagato ristretto ai domiciliari. Sequestrati anche i furgoni utilizzati per le trasferte.