L'aula vuota di una scuola (Foto Spf)
L'aula vuota di una scuola (Foto Spf)

Orvieto, 14 luglio 2019 - Insegnante delle scuole medie a processo per atti di bullismo ai danni di uno studente con difficoltà di apprendimento. Ha preso il via di fronte al tribunale di Viterbo ed è stato rinviato alla prossima udienza, fissata al 3 ottobre, il processo a carico di una professoressa di italiano di Castel Giorgio che era stata rinviata a giudizio con l’accusa di maltrattamenti ai danni di un allievo quattordicenne. La donna è accusata di una serie di episodi che si sarebbero verificati durante le ore di lezione e alla presenza di altri compagni di classe del ragazzo che frequenta la scuola media Agosti di Bagnoregio.

Lo studente era affetto da disgrafia e discalculia ed era in cura in un ospedale romano a causa di queste due patologie che ne riducevano sensibilmente il rendimento scolastico, costringendo anche l’insegnante di italiano a tenere conto di questo problema dell’allievo e, quindi, a dover adattare l’attività didattica a questa condizione.

Stando alla denuncia che avevano presentato ai carabinieri i genitori del ragazzo, la professoressa sarebbe addirittura arrivata a istigare un compagno piuttosto robusto a tenere immobilizzato a una sedia il giovane mentre gli altri lo sbeffeggiavano con l’approvazione dell’insegnante. L’imputata avrebbe, insomma, trasformato l’ora di italiano in una sorta di gogna ai danni di quello studente dal rendimento scolastico zoppicante.

«Sei uno stupido, è inutile che ti spiego le cose che tanto non le capisci e poi puzzi, dovresti fare una cura ormonale» le avrebbe detto, umiliandolo di fronte a tutti. La docente era stata sospesa dall’insegnamento non appena la scuola aveva avuto notizia della denuncia presentata dai genitori i quali hanno tuttavia deciso di revocare la propria costituzione di parte civile. Nella prossima udienza del 3 ottobre, inizieranno a sfilare in aula gli altri studenti, chiamati a testimoniare su ciò che sarebbe ripetutamente accaduto in quell’aula.

C.L.