
Inizia il conto alla rovescia: stasera e domani l’acropoli dovrà misurarsi di nuovo con la movida. Con il ritorno alla normalità e l’allentamento del coprifuoco tiene banco ormai da giorni il problema su come organizzare il divertimento nell’ambito del rispetto delle regole e soprattutto senza creare assembramenti a rischio nelle zone più calde del centro storico, come piazza Danti e via Bartolo. Zone dove da anni viene segnalato il fenomeno delle barriere umane, causato dalla concentrazione di centinaia e centinaia di giovani, attratti da birrerie, ristoranti e locali che vendono alcolici, in un’area che è di poco respiro, vista la forma ad imbuto.
Che fare dunque per evitare gli assembramenti? Chiudere definitivamente le scalinate del Duomo. E’ la proposta dei commercianti e dei locali al sindaco Andrea Romizi: "per i week-end estivi – ipotizzano alcuni operatori – si potrebbe valutare l’ipotesi di chiudere definitivamente le scalinate del Duomo (attualmente transennate causa covid). Questo eviterebbe bivacchi e ingolfamenti di persone in un unico spazio". Le transenne, infatti, che in sostanza impediscono di sostare e di sedersi sulle scalette e sui sedili di marmo davanti al sagrato, potrebbero essere un valido deterrente: le comitive una volta consumati birre, aperitivi e shottini sarebbero invogliate a spostarsi altrove e a diluirsi in spazi più adatti ai grandi raduni. Da notare, infatti, che mentre piazza Danti è letteralmente in over booking a partire dalle 17 e poi fino al coprifuoco, il resto dell’acropoli è quasi sempre semi deserta. Tra le altre idee rispunta anche la regolamentazione dei flussi attraverso vigilantes privati (la proposta è stata avanzata da tempo) pagati dai commercianti e dai residenti. Intanto il primo cittadino non è rimasto sordo alle proteste e sta valutando il da farsi
Silvia Angelici