I carabinieri di fronte all'abitazione dove è avvenuta la strage
I carabinieri di fronte all'abitazione dove è avvenuta la strage

Orvieto, 15 novembre 2019 - Sono già a disposizione dei familiari le salme di Carlo Carletti, della moglie Rosalba e della figlia Cinzia, trovati morti nella loro abitazione di Orvieto ieri, in un duplice omicidio-suicidio a colpi di fucile. Il sostituto procuratore di Terni Marco Stramaglia, titolare delle indagini, non ha ritenuto infatti necessario svolgere l'autopsia sui corpi, ritenendo sufficiente la ricognizione cadaverica esterna svolta dal medico legale.

Ricognizione che - si apprende dagli investigatori - ha confermato il quadro emerso in un primo momento, dunque l'ipotesi del duplice omicidio-suicidio compiuto dal sessantaseienne dipendente del ministero della Difesa, che ha prima ucciso le due donne con il fucile da caccia legalmente detenuto e si è poi sparato.

La tragedia sarebbe avvenuta nella prima mattinata di ieri. «La dinamica è chiara non ci sono particolari ipotesi investigative da appurare» ha detto stamani il comandante provinciale dei carabinieri di Terni, Davide Rossi. Il colonnello ha confermato che all'uomo, in servizio presso la caserma Nino Bixio di Orvieto, erano stati prescritti alcuni giorni di riposo dal lavoro e che avrebbe dovuto sottoporsi tra pochi giorni ad una visita specialistica.

«Ma non aveva mai manifestato particolari problemi psichiatrici - ha continuato - poi se negli ultimi giorni è scattato qualcosa lo stiamo approfondendo. Se fossero emersi segnali certificati da un'autorità medica o altri elementi di evidenza oggettivi ci sarebbe stata una serie di atti preliminari a tutela della collettività e della famiglia».