Perugia, 30 maggio 2018 -  Il 'mostro'  del Circeo tira in ballo addirittura Francesco Narducci, il medico perugino morto nell’85 al Trasimeno e coinvolto (indagine poi archiviata) nei delitti di Firenze. Angelo Izzo sostenne – nei verbali del 2015-2016 – che il delitto di Rossella Corazzin era avvenuto nella villa del medico al Trasimeno. Proprietà di famiglia venduta agli inizi degli anni ’90. I riferimenti a Narducci erano già comparsi nei due procedimenti della procura di Perugia (trasmessi da Belluno) per cui è stata chiesta l’archiviazione. Uno ‘Izzo+5’ mandato in archivio il 12 giugno 2017 dal gip perugino, l’altro ancora pendente (con la richiesta di archiviazione) che riguarda la posizione di Izzo e di altre undici persone. Dagli accertamenti eseguiti non sarebbero quindi scaturiti elementi su un coinvolgimento del medico nella vicenda della diciassettenne di Pordenone Rossella Corazzin scomparsa nel 1975 a Tai di Cadore e non sono state ritenute credibili le dichiarazioni dell’ergastolano.

Ma è l'ex  procuratore di Belluno, Francesco Saverio Pavone che affonda, confermando che Izzo riconobbe in un video, girato nel 2015 dagli agenti della Dia, la villa sul Trasimeno dei Narducci come il luogo in cui fu violentata e uccisa Rossella. «Se fossi rimasto io competente sul caso – dice – avendo individuato la villa, avrei disposto una perquisizione, per vedere se c’era ancora il tavolo su cui fu compiuto quella sorta di rito satanico sulla ragazza, e avrei chiesto al gip delle intercettazioni sulle 8-10 persone indicate da Izzo come partecipanti al sequestro, per smuovere un po' le acque, anche a livello mediatico».

In merito alle dichiarazioni di Izzo – rilasciate dagli inquirenti tra il 2015 e il 2016 – interviene anche il fratello del medico, Pierluca Narducci che, attraverso l’avvocato Francesco Falcinelli, sottolinea come ci siano «decisioni definitive di diverse autorità giudiziarie (Firenze e Perugia) che hanno escluso qualsiasi coinvolgimento di Francesco Narducci nei tristi fatti del ‘mostro di Firenze» e ritiene che «verrà parimenti accertata la sua assoluta estraneità alla scomparsa e al presunto omicidio di Rossella Corazzin».

A credere a Izzo ci sarebbe da scrivere la storia nera d’Italia con intrecci inquietanti mai ipotizzati. Ma fino ad ora le procure non hanno mai dato peso alle sue parole.

Eri.P.