Via Cristini, il luogo del delitto
Via Cristini, il luogo del delitto

Gubbio, 28 marzo 2019 - Le liti in famiglia per un atteggiamento dell’uomo vessatorio, violento, la malattia del marito e una rabbia che sembra essere cresciuta negli anni, fino a scavare e a diventare furia omicida. Si indaga nell’esasperazione per ricostruire il movente del delitto avvenuto ieri pomeriggio a Gubbio. Dove intorno alle 16 Maria Grazia Fioriti, 76 anni, ex dipendente delle Poste di Gubbio – la “Graziella delle Poste”, come la chiamano da queste parti – ha impugnato un coltello da cucina e ha messo fine alla vita del marito Enzo Angeloni Bei, 79 anni appaltatore nel settore edile in pensione, da tempo colpito da una patologia polmonare che lo teneva incollato all’ossigeno ma che non gli evitava di fumare.

Poi grazia – secondo l’iniziale ricostruzione degli inquirenti – ha lavato il coltello, si è pulita dal sangue dell’uomo e ha chiamato il 112: «Venite, ho ucciso mio marito». Quasi una liberazione. Quando i militari sono arrivati nel vicolo era immobile, sotto choc.

La scena del crimine è un appartamento di via Cristini, in pieno centro storico a Gubbio, poco lontano dalla taverna di San Giorgio e dal Palazzo del comune dove la coppia viveva da anni. L’unico figlio, Piergiorgio abitava altrove. Il delitto si sarebbe consumato in camera da letto: la donna ha colpito l’uomo con più coltellate al torace. Alcune superficiali, altre profonde tanto da ucciderlo. Quando i carabinieri della compagnia di Gubbio sono arrivati con un’ambulanza del 118 per l’anziano non c’era più nulla da fare. I medici ne hanno constatato il decesso. Il resto è compito del medico legale, la dottoressa Marta Bianchi, intervenuta sul posto insieme al pm di turno, la dottoressa Manuela Comodi. Grazia è stata subito condotta in caserma ed è stata interrogata dal magistrato fino a tarda sera. In caserma anche il figlio Piergiorgio. 

Nella casa della tragedia si è messa al lavoro la Sezione indagini scientifiche del comando provinciale per isolare le tracce di sangue e ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Erika Pontini