Selci Lama, 8 giugno 2018 - Il blitz è scattato alle 20.30 mentre la sagra della Gota di Lama, nel comune di San Giustino, era piena di gente. Il giostraio, già indagato per violenza sessuale su minori, è stato bloccato mentre era tranquillamente al bar, dai carabinieri della compagnia di Città di Castello, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Valerio D’Andria, su richiesta del pubblico ministero Michele Adragna che ha condotto le indagini, delicatissime.

Sul posto – è il racconto dei testimoni – sono arrivate auto dell’Arma, sia con le insegne d’istituto che in borghese. E l’arresto è avvenuto davanti ad una platea di gente stupita. Il tam-tam si è sparso in pochissimi minuti. Alla sagra di Lama, ieri sera, non si parlava di altro. L’uomo deve rispondere di violenza sessuale su minori, detenzione di materiale pedopornografico e invio di immagini hard alle stesse ragazzine. Accuse pesanti come macigni. Tre, almeno al momento, le minorenni vittime delle violenze sessuali del giostraio finito in manette. In particolare – secondo la ricostruzione accusatoria – l’uomo avrebbe offerto giri in giostra gratuiti e ricariche telefoniche – oltre che piccoli regali – in cambio non solo di immagini dei corpi di bambine ma anche di vere e proprie violenze. Una storia squallida, l’ennesima, che coinvolge ragazzine di età compresa tra i 12 e i 15 anni che avrebbero, nella maggioranza dei casi, acconsentito ad assumere atteggiamenti hard per farsi degli scatti da mandare all’uomo che le pretendeva ma che, in altri casi, sarebbero state anche trascinate e costrette a subire veri e propri atti sessuali.

A far emergere l’ennesimo caso di infanzia violata – dopo le recenti storiacce del padre arrestato e del commerciante di Bastia che ha appena ottenuto i domiciliari –, è stata una minorenne che ha deciso di confidarsi con un familiare e raccontare quello che era accaduto a lei e ad altre ragazzine di cui ha fatto nomi e cognomi. Tutte cose che la giovanissima ha ripetuto anche ai carabinieri di Città di Castello, che hanno raccolto la sua denuncia e hanno immediatamente iniziato a indagare su delega della Procura.

Nelle settimane scorse la perquisizione nell’abitazione dell’uomo ha fornito i primi riscontri investigativi: in uno dei cellulari del giostraio sono comparse alcune fotografie a sfondo pedopornografico. Poi le ragazzine sarebbero state sentite nel corso di audizioni protette e avrebbero confermato il già pesante quadro accusatorio. Materiale che ha indotto il pm a chiedere e ottenere una misura di custodia cautelare.