
Elisabetta Carbonari candidata nella lista Umbria Domani
"Dopo anni di vita professionale ho sentito la necessità di restituire quello che ho ricevuto, attraverso un’attività che possa aiutare gli altri: i giovani e gli anziani, ma anche costruire le basi per lo sviluppo delle imprese". Elisabetta Carbonari, notaio, è candidata di Foligno nella lista Umbria Domani a sostegno di Stefania Proietti presidente. Alla base del suo impegno lo stesso spirito che fonda l’Economy of Francesco, un movimento internazionale di giovani prima e ora una fondazione voluta dal Papa e consegnata nelle mani del Pontefice, che la Carbonari, come notaio, ha costituito e che propone, non come utopia ma come fonte di sviluppo inclusivo, un’economia verde e di pace, che include e non esclude, a servizio delle persone.
Nella scorsa legislatura Foligno non ha avuto rappresentanti eletti, ci sono state ripercussioni?
"Non sono abituata a denigrare gli altri ma a dire cosa si può migliorare: le infrastrutture. Abbiamo perso il treno dell’alta velocità e, nel nostro programma, vogliamo impegnarci per farla ripartire. E poi la sanità, gli ospedali vanno rilanciati e potenziati, devono essere un punto per assistere le persone e i loro bisogni".
Su quali punti si impegnerà, se eletta?
"Le infrastrutture restano un punto centrale. Foligno deve essere sempre di più raggiungibile, anche bypassando il traffico su gomma, e da qui diventare uno snodo per il comprensorio, come peraltro l’intera Umbria, dove potenzierebbe turismo e business. Un’altra priorità sono i giovani, alle prese sempre di più con il disagio psichico che deve diventare una priorità a livello sanitario. Per i giovani è necessaria anche un’istruzione di qualità, in grado di combattere le povertà educative. Proprio i giovani devono capire che in Umbria si può studiare e si può restare. Vogliamo inoltre trasformare questo nostro cuore verde in un cuore pulsante di tecnologia che crei sviluppo".
Come mai una professionista affermata decide di candidarsi in politica?
"Sono cattolica e ho ritenuto che fosse arrivato il momento di fare qualcosa in più per gli altri, dal sostegno alle disabilità, a chi è in difficoltà economiche o a chi deve fare i conti con il lavoro povero. Siamo in un momento in cui è saltato anche il patto generazionale, gli anziani stessi sono sempre più soli e dunque serve una svolta. Ho deciso di candidarmi mentre correvo la Maratona di Napoli, 42km e 195 metri per pensare, e al termine ho chiamato Stefania per dirle che avrei accettato. Perché non avrei dovuto farlo? Non bisogna avere paura di esprimere le proprie idee, se fatto con garbo e moderazione".