Bambini, studenti e familiari. Ecco chi si potrà recare in farmacia per effettuare gratis i test sierologici e scoprire se ha prodotto gli anticorpi al terribile virus Sars-Cov 2. L’accordo tra Assofarm, Federfarma e Regione non è stato ancora formalmente sottoscritto, ma ormai si tratta di dettagli. Ieri è saltata la riunione per la mancanza di alcuni rappresentanti di Palazzo Donini, ma le farmacie private hanno già avviato la formazione da martedì o mercoledì potranno iniziare a...

Bambini, studenti e familiari. Ecco chi si potrà recare in farmacia per effettuare gratis i test sierologici e scoprire se ha prodotto gli anticorpi al terribile virus Sars-Cov 2. L’accordo tra Assofarm, Federfarma e Regione non è stato ancora formalmente sottoscritto, ma ormai si tratta di dettagli. Ieri è saltata la riunione per la mancanza di alcuni rappresentanti di Palazzo Donini, ma le farmacie private hanno già avviato la formazione da martedì o mercoledì potranno iniziare a effettuare i test per questa categoria di cittadini. Sarà una scelta volontaria, con nessun obbligo insomma da parte dei farmacisti di aderire. Ci sono ancora elementi da chiarire, come la possibilità di effettuare i sierologici all’esterno delle farmacie stesse per chi non ha spazi, ma il grosso sembra fatto. L’obiettivo è un più rapido monitoraggio della scuola e delle famiglie per individuare soggetti positivi, focolai e favorire allo stesso tempo il tracciamento. Vanno però precisati alcuni fondamentali aspetti, a iniziare proprio dal significato dei test sierologici, che hanno lo scopo soprattutto di stimare quanto l’infezione è presente nella popolazione, ma non sono molto utili per fare una diagnosi da Covid, che richiede sempre l’esecuzione di un tampone orofaringeo. Questi test evidenziano infatti la presenza nel sangue degli anticorpi contro il virus, che si trovano nel 50% dei pazienti entro 7 giorni dal contagio e nella maggioranza dei pazienti dopo 14 giorni. Così la positività per le immunoglobuline IgG è presente nel 95%-100% dei casi dopo 14 giorni dal contagio virale, mentre la positività per le IgM varia significativamente nel tempo e in percentuale.

La positività del test sierologico per le IgG esprime quindi l’avvenuta esposizione al Sars-CoV-2, mentre la presenza di IgM risulta, con i test attualmente disponibili, di dubbia interpretazione. Le condizioni di accesso all’esame sono: avere una ricetta medica, appuntamento telefonico, previo triage per valutazione epidemiologica e clinica (condizione di asintomaticità da almeno14 giorni), la mascherina protettiva e l’esibizione della tessera sanitaria. Cosa può accadere all’esito del sierologico? Se è negativo non si può escludere la possibilità di un’infezione in atto in fase precoce e il relativo rischio di contagiosità. Se è positivo, scatterà a domicilio l’isolamento volontario, in attesa della eventuale esecuzione di un tampone orofaringeo e del relativo referto.

Michele Nucci