REDAZIONE UMBRIA

È ucraino, salta il posto di lavoro. La Corte d’appello riconosce diritto all’assunzione e risarcimento

Il giovane, assistito dall’avvocato Siro Centofanti, aveva partecipato al concorso per netturbini: quinto su 1800 candidati. Doppio ricorso e la decisione dei giudici: condotta dell’azienda "scorretta e irrispettosa" .

L’avvocato Siro Centofanti

L’avvocato Siro Centofanti

"Con una sentenza chiarissima la Corte di Appello di Perugia ha condannato la Vus di Spoleto per la discriminazione compiuta ai danni di un giovane ucraino". A darne notizia è l’avvocato Siro Centofanti, che ha assistito l’uomo nel suo percorso legale. Il lavoratore, in Italia con la famiglia, aveva ottenuto la condizione di rifugiato che lo rendeva equiparato ai cittadini dell’Unione Europea. "Pur essendo laureato in Ingegneria, per mantenere la famiglia – spiega l’avvocato –, si era adattato a fare in Italia il netturbino. La Vus di Spoleto aveva indetto una pubblica selezione per l’assunzione di netturbini, vi aveva partecipato superando con successo la selezione per titoli e la prova scritta". "Al momento della prova orale non gli era stato però consentito – sottolinea il legale – di svolgerla e la Vus lo aveva cancellato da ogni graduatoria in quanto ucraino e quindi straniero". È a questo punto che il giovane si era rivolto all’avvocato Centofanti. Il ricorso era partito subito: "Per legge egli, in quanto rifugiato, era equiparato ai cittadini dell’Unione europea per cui la posizione della Vus era sbagliata", sottolinea ancora il legale.

Il Tribunale di Spoleto aveva ordinato alla società di consentire al lavoratore di svolgere la prova orale: superata brillantemente, "tanto da classificarsi nella graduatoria generale quinto su oltre 1800 concorrenti". Niente da fare, però: la Vus "aveva perseverato nel suo rifiuto di assumerlo". La vicenda è finita in Corte di Appello a Perugia: accogliendo la posizione dell’avvoca Centofanti, "ha usato parole molto ferme per stigmatizzare l’atteggiamento della Vus", sottolinea l’avvocato. "Il lavoratore era stato "ingiustamente trattato meno favorevolmente rispetto ad un cittadino appartenente all’Unione Europea – si legge nella sentenza –, in quanto discriminato a causa della nazionalità ucraina in base alla quale egli avrebbe meritato, nell’accesso al lavoro, un trattamento analogo a quello riservato ad un qualsiasi cittadino euro-unitario". La condotta della Vus è stata ritenuta "scorretta e irrispettosa" dalla Corte d’Appello, anche perché aveva "colpito un soggetto proveniente da una Nazione (Ucraina) avversata dal noto conflitto militare iniziato nell’ottobre del 2022 e dalla quale il lavoratore era emigrato nel 2014 sempre a causa della guerra". La Corte di Appello di Perugia, oltre a riconoscere il diritto all’assunzione, ha condannato Vus a pagare al lavoratore, 7mila euro per risarcimento del danno morale e al rimborso delle spese legali dei due gradi di giudizio.

"Nel frattempo il lavoratore ha trovato un altro posto di lavoro più corrispondente al suo titolo di studio e alla sua professionalità – conclude l’avvocato Centofanti –, per cui non tornerà a fare il netturbino. Resta il valore di una sentenza della giustizia del lavoro umbra, con cui è stata riconosciuta una ingiustificata discriminazione compiuta da una società, pur a capitale pubblico come la Vus, in totale violazione della normativa di legge e anche della solidarietà umana".