di Michele Nucci Ad oggi sono 27 i Comuni umbri che da lunedì potrebbero entrare in zona rossa, anche se l’Umbria resta arancione. Questi sono infatti i territori che hanno un contagio che supera le 250 unità ogni centomila abitanti. Ma solo oggi si saprà davvero quali zone diventeranno effettivamente rosse. La Giunta regionale riceverà infatti i dati del Nucleo epidemiologico che terrà conto, oltre che dell’incidenza su 100mila abitanti (parametro che ha fatto scattare le ordinanze la settimana scorsa), anche della crescita del contagio e della presenza di varianti nei singoli comuni. E stavolta il provvedimento lo prenderà la presidente della Giunta regionale, Donatella Tesei. Lo farà con una specifica ordinanza che ‘supererà’ nei fatti quelle dei sindaci. Ieri la...

di Michele Nucci

Ad oggi sono 27 i Comuni umbri che da lunedì potrebbero entrare in zona rossa, anche se l’Umbria resta arancione. Questi sono infatti i territori che hanno un contagio che supera le 250 unità ogni centomila abitanti. Ma solo oggi si saprà davvero quali zone diventeranno effettivamente rosse. La Giunta regionale riceverà infatti i dati del Nucleo epidemiologico che terrà conto, oltre che dell’incidenza su 100mila abitanti (parametro che ha fatto scattare le ordinanze la settimana scorsa), anche della crescita del contagio e della presenza di varianti nei singoli comuni. E stavolta il provvedimento lo prenderà la presidente della Giunta regionale, Donatella Tesei.

Lo farà con una specifica ordinanza che ‘supererà’ nei fatti quelle dei sindaci. Ieri la presidente, in conferenza stampa, ha detto che "l’ordinanza resterà in vigore per 14 giorni" e che "se anche la zona rossa prevede che le scuole fino alla prima media restino aperte, verranno mantenute le restrizioni adottate dai sindaci". Quindi tutte chiuse tranne asili e materne per almeno un’altra settimana, proprio perché "il contagio con queste varianti è particolarmente diffuso tra le fasce di età più giovani". Le zone rosse saranno quasi tutte in provincia di Perugia e riguardano un’area omogenea che comprende sicuramente il Perugino, Trasimeno, Bastia e il Folignate. Vediamo però ora cosa si può fare in zona rossa

Bar e ristoranti, come funzionano?

In area rossa è sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie). Dalle 5.00 alle 22.00 è consentita la vendita con asporto

Quando e come ci si può spostare?

In area rossa sono consentiti esclusivamente i seguenti spostamenti: per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione o Provincia autonoma); è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Tra le 5.00 e le 22.00, una volta al giorno, si possono andare a trovare amici e parenti verso una sola abitazione privata abitata situata nello stesso Comune, a un massimo di due persone. A chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti, tale spostamento è consentito anche entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia. Occorre l’autocertificazione?

Si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e alle polizie locali.

E le attività sportive?

Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP. Allo stesso modo, sono sospese l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso.

I negozi sono aperti?

Chiusi i negozi, i centri commerciali e i mercati. Restano aperti farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie, edicole, librerie, vivai e altri punti vendita di beni necessari. Aperti barbieri, parrucchieri e lavanderie. Chiusi i centri estetici.

Cultura e tempo libero?

Chiusi musei, mostre, teatri, cinema, palestre e piscine e centri sportivi. Consentita l’attività motoria nei pressi dell’abitazione e l’attività sportiva individuale. Sospese le attività di sale scommesse, bingo, sale giochi e slot machine anche in bar e tabaccherie.