Antonella Mencacci
Antonella Mencacci

Perugia, 25 febbraio 2020 -  «In Umbria attualmente non esiste alcun caso documentato di
infezione ma la situazione è in contin ua evoluzione. Noi in laboratorio stiamo testando alcuni soggetti ma, al momento, nessun caso è evidenziato come positivo al corona", la professoressa Antonella Mencacci è ordinario di microbiologia al Dipartimento di medicina dell’Università e direttrice della scuola di specializzazione. E’ la scienziata che fa parte della task-force istituita a livello regionale per far fronte al Covid 19: è “suo” il laboratorio dove si stanno processando i tamponi dei soggetti sospetti.
 

Ma che tipo di test state effettuando?
"Il paziente che ha l’influenza e proviene da zone a rischio viene
sottoposto a un tampone faringeo processato in un laboratorio di riferimento con un test molecolare validato dall’Istituto superiore della sanità per la ricerca del coronavirus".
 


Il vostro laboratorio può effettuare questi tamponi?
"Assolutamente sì. Fa parte della rete nazionale per infezioni virali trasmissibili per via aerea. Ogni volta che c’è un virus per via respiratoria entra in azione la rete “Influnet” in stretto contatto con l’Istituto superiore della sanità di cui è referente la professoressa Camilloni del laboratorio che io dirigo".
 

Ma non vengono effettuate anche analisi del sangue per validare i risultati dei tamponi?
"Non ci sono, al momento, test commerciali per eseguire le analisi del sangue. Il protocollo prevede che si esegua il prelievo per, eventualmente, mandarlo allo Spallanzani o all’Istituto superiore di sanità".
 

E perché eseguite più test sullo stesso soggetto?
"In caso di un sospetto, che ha criteri temporali e epidemiologici per essere sottoposto al test e il tampone risulta negativo, lo ripetiamo a distanza di 24-48 ore, su un altro campione. Questo dipende dal periodo di incubazione del virus che è di 14 giorni. Un sospetto può anche diventare positivo al quarto campione e si prosegue fino a quando scade il 14esimo giorno, poi ovviamente conta anche la clinica". E quindi i sintomi del paziente sospetto.
 

Anche i tamponi positivi vanno ripetuti?
"Sì, a distanza di 24-48 ore aspettando che si negativizzi il paziente. In Umbria non è mai successo fino ad ora ma serve per dimostrare che non c’è più il virus".
 

Il “suo“ laboratorio è in prima linea. Riuscite a far fronte alla situazione?
"Sì, siamo organizzati. Al laboratorio si lavorano anche 12-18 ore e di notte, in questi giorni".
 

Ci sono misure stringenti in tutta Italia. Perché?
"Il Ministero della Salute e tutte le regioni stanno operando per
contenere questo fenomeno e bloccarlo il primo possibile per evitare che si passi ad una vera e propria epidemia. Meglio tenere in isolamento una persona in più ed evitare che si diffonda. Il virus ha un’incubazione di 14 giorni e quindi l’idea di isolare Codogno, dal punto di vista scientifico, è ottima".
 


Serve soprattutto la prevenzione per evitare i contagi?
"I cittadini possono fare moltissimo: lavarsi le mani con acqua e sapone oppure con i gel idroalcolici, bastano 20 secondi. Non tossire sulla mano perché dopo ci si contamina. Altra cosa fondamentale non andare nelle strutture sanitarie, ma telefonare. Se si hanno sintomi gravi come difficoltà a respirare e febbre alta chiamare il 118 che sa benissimo quali domande deve fare e c’è un percorso stabilito che ha già funzionato in 3-4 occasioni nella nostra regione. Se sono lievi i sintomi chiamare il medico di base e non andare in ambulatorio. Se invece non si hanno sintomi ma, ad esempio, siè tornati da Lodi e si vuole sapere cosa fare, chiamare il numero regionale (800636363) che funziona fino alle 20. Altrimenti c’è il numero nazionale (1500) sempre attivo".