
Indagini della polizia
Nel Far West del centro storico, a ridosso di quel Corso Vecchio che una volta era il salotto-buono della città, succede anche che una famiglia, di domenica mattina, si veda tirare una bottiglia di birra sulla porta-finestra del terrazzo, lanciata dalla panchina sottostante, da tempo teatro di bivacchi, da una coppia, uomo e donna, “infastidita“, pare, dall’acqua usata per innaffiare le piante. L’episodio risale a domenica scorsa ed è stato formalmente denunciato alla polizia, già intervenuta sul posto nell’immediatezza dei fatti. La bottiglia ha scheggiato l’infisso e si è frantumata sul terrazzino, per fortuna nessuno si è fatto male ma la tensione tra i residenti, che stanno preparando l’ennesimo esposto da inviare alle autorità competenti, è salita alle stelle. Schiamazzi, bivacchi, fenomeni di spaccio e quant’altro, vedi appunto il lancio di bottiglie, si ripetono con sempre maggiore frequenza rendendo il centro storico sempre meno vivibile e frequentabile. Sulle baricate non solo i residenti, ma anche i commercianti. E non un caso che il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto Antonietta Orlando mercoledì scorso a Palazzo , abbia di fatto autorizzato le “ronde“, a fronte di una situazione sicurezza, reale o percepita, fuori controllo. "È stato, poi, esaminato – fa sapere il Palazzo del Governo – il protocollo “Controllo di vicinato” predisposto dalla Prefettura, su richiesta dell’amministrazione comunale di Terni, che mira ad incrementare le condizioni di sicurezza effettiva e percepita, valorizzando percorsi di cittadinanza attiva e di partecipazione diretta dei cittadini alla cura del proprio territorio con il controllo sui comportamenti ritenuti più sospetti, in modo tale da contribuire a prevenire qualsiasi forma di degrado urbano". "Il documento sarà siglato - aggiunge la Prefettura – dopo l’approvazione da parte della Giunta comunale. Nei controlli saranno coinvolti anche le società di vigilanza privata. "Tali protocolli – sottolinea il prefetto – rappresentano un modello di cooperazione integrata volto non solo al contrasto della c.d. “criminalità diffusa”, ma anche al miglioramento delle condizioni di vivibilità e qualità della vita che vengono oggi ricomprese nel concetto di sicurezza urbana".