Città della Pieve (Perugia), 2 ottobre 2021 - C'è anche una foto che ritrae il bambino insanguinato trasmessa dalla donna al padre del piccolo in Ungheria tramite una piattaforma social tra gli elementi d'accusa a carico della quarantaquattrenne ungherese fermata a Città della Pieve per l'omicidio del figlio di due anni. L'uomo, alla vista dell'immagine ha allertato tutte le autorità, hanno riferito gli inquirenti.

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Le accuse alla madre "sono significative"

Sono considerati «numerosi e significativi» gli elementi d'accusa raccolti nei confronti della donna sottoposta a fermo per l'omicidio del figlio. Lo hanno riferito gli investigatori. A carico della donna il pubblico ministero di turno, Manuela Comodi, ha disposto il provvedimento per omicidio volontario aggravato nell'ambito dell'indagine condotta dai carabinieri. Secondo gli inquirenti «la mole degli indizi raccolti» propende, per una presunta responsabilità della madre del piccolo, la quale sarebbe l'unica ad aver trascorso le ore antecedenti all'evento delittuoso con il piccolo.

Giovedì la donna era a Chiusi

Era arrivata a Chiusi (Siena) con il figlio da solo un giorno, ospite di un conoscente, la donna ungherese ora fermata. È quanto si apprende a Chiusi. La donna in passato aveva abitato a Chiusi perché risulta che circa 10 anni fa aveva lavorato un periodo in un locale serale. La notizia dell'omicidio del bambino «sta sconvolgendo tutta la nostra comunità e ci ha lasciati attoniti - riporta il sindaco Juri Bettollini -. Dalle informazioni in nostro possesso la donna non era residente a Chiusi dove è ritornata solo giovedì scorso» dopo molto tempo. «Ci auguriamo - ha aggiunto il sindaco che le autorità competenti possano fare luce al più presto». Tra le ipotesi considerate dagli inquirenti c'è pure quella secondo cui la donna potrebbe essere arrivata nel Senese per cercare un rifugio con il bambino.