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BENEDETTO FERRARA
Calcio

Terracciano, Cabral & Co. Sorprese, muscoli e classe

Ranieri bella scoperta, il carisma di Bonaventura e la solidità di Milenkovic. I giocatori che potrebbero essere decisivi per regalarci un grande sogno.

Terracciano, Cabral & Co.  Sorprese, muscoli e classe
Terracciano, Cabral & Co. Sorprese, muscoli e classe

di Benedetto Ferrara

Se la Fiorentina fosse un vecchio vinile a 33 giri potremmo dire che tra la facciata A e quella B il confronto è quasi improponibile. Da un estremo all’altro, da ballate lente e confuse a un rock and roll elettrico e appassionante. Squadra un po’ bipolare, quella di Italiano, che per fortuna si riscatta dalla noia inforcando il rettilineo finale con testardaggine arrivando a un passo dal suo doppio traguardo, quello che inevitabilmente condizionato la corsa in campionato.

L’Europa costa un bel po’, ma l’Europa è un piccolo grande sogno, così come la Coppa Italia, con questa prima finale alle porte. Fiorentina squadra imperfetta, ma anche sorprendente. C’è un portiere che sembra un piccolo racconto d’autore. Terracciano faceva il secondo a Empoli. E non da ragazzino. Arriva qui, si prende la porta e non la molla più. Un fenomeno? No. Giornate da San Pietro e partite così e così. Intanto però si gioca due finali.

Lui guida una difesa coraggiosa. Uno contro uno, tutti alti, altissimi. Milenkovic sta al gioco. Solido, ormai saggio. Nikola non ha la classe di Quarta, ma più senso pratico. Però l’argentino, lo abbiamo capito, è uno che gioca dietro ma con due piedi da centrocampista. Anche lui non sempre coerente con se stesso. Altra categoria, però.

Se Ranieri è una bella sorpresa, Igor è forza pura. La scorsa stagione è esploso, questa si assestato un po’ a fatica. Basilea non resterà fra i suoi ricordi migliori. Dodo ci ha messo un po’ a ritrovare il suo calcio, ma quando è esploso lui è esplosa anche la Fiorentina. Piccolo, sorridente, simpatico, imprendibile in campo e dal parrucchiere. Un amico.

Venuti ha la sua storia di tifoso e forse l’ha anche pagata. Duro essere profeti in patria. Dall’altra parte c’è Biraghi col suo sinistro e Terzic con i suoi post su Instagram. Il tempo cancellerà gli errori social, che adesso non contano.

In mezzo un Amrabat cresciuto tatticamente e un po’ discontinuo: tra mondiali e suggestioni blaugrana niente è stato facile. Ma ora conta la Fiorentina, e lui in questo momento pesa davvero parecchio. Duncan vuol dire muscoli, Barak cervello per inserirsi là dove c’è bisogno di gol. A Basilea ha mandato i tifosi in delirio e ci ha regalato la qualificazione. Che vuoi di più? E Gaetano Castrovilli? Bello averlo ritrovato, con quel dieci sulle spalle. Lui col pallone ci sa far davvero e il gol tra le sue regole di vita.

Poi c’è anche un altro dieci per vocazione: Jack Bonaventura. Carisma, talento, esperienza e colpi da campione. Un capitano senza fascia, un punto di riferimento per l’allenatore e per la squadra. Sì. Mandragora è equilibrio. Parola magica, che significa molto. Poi gli attaccanti, e qui la bipolarità diventa regola. Riccardo Sottil, per ora, è ancora una speranza. Jonathan Ikonè un simpatico dribblomane. Entrambi i colpi li hanno eccome. Ma possono e sono in grado di fare molto di più.

Riccardo Saponara è stile in purezza. Fosse anche veloce giocherebbe nel Manchester City. Nico Gonzalez è quello che ti può cambiare la vita, quello che con un assolo ti rimette al mondo. Basta vedere la gara di Basilea. Josip Brekalo per ora è un boh, Christian Kouame quello che c’era quando gli altri erano probabilmente seduti al bar. Già.

Il problema del centravanti, che è spuntato un anno dopo il suo arrivo. Grande Arturone Cabral, testardo numero nove poco stiloso ma deciso a sorprendere l’allenatore, i compagni e i tifosi. La sfida con Luka Jovic l’ha vinta proprio lui, perché il serbo era troppo impegnato a fallire gol incredibili. Beh, magari poi ci farà felici all’improvviso.

Perché dubitarne? Il gol che ha messo a segno a Torino ci fa ben sperare. La Fiorentina è un disco strano e sorprendente. Restano da ascoltare le ultime due tracce. E che rock sia.