Whirlpool, summit a Roma. Attesa per l’Antitrust

Il 25 settembre è fissato un tavolo con i sindacati sui risultati del semestre. Prosegue ogni mese fino a fine anno la cassa integrazione in viale Toselli.

Whirlpool, summit a Roma. Attesa per l’Antitrust

Whirlpool, summit a Roma. Attesa per l’Antitrust

Conto alla rovescia per l’incontro fissato a Roma il 25 settembre tra i vertici di Whirlpool e i sindacati. All’ordine del giorno ci saranno i risultati del semestre appena concluso, ma anche qualche anticipazione sul nuovo piano industriale, che vedrà protagonisti i turchi di Arcelik, alla luce dell’operazione di merger con Whirlpool.

Il gruppo turco punta a rassicurare l’Italia e i rappresentanti dei lavoratori in merito alle future strategie di mercato, ma il timore di Cgil, Cisl e Uil è che possano crearsi delle sovrapposizioni in termini di produzione tra i diversi stabilimenti dell’area Emea (Europa, Medioriente e Africa) con conseguenti tagli ai posti di lavoro. Tale preoccupazione è condivisa anche dal Governo Meloni, che intende attuare il golden power per tutelare il futuro del marchio Whirlpool e dell’industria di elettrodomestici in Italia. In altre parole, il governo autorizza l’operazione ma esercita quell’insieme di poteri speciali cui l’esecutivo può ricorrere per tutelare l’interesse nazionale nei comparti strategici. Più nello specifico, sono state poste delle condizioni per salvaguardare le tecnologie, la produzione e i livelli di occupazione. L’affare Whirlpool-Arçelik interessa infatti quattro stabilimenti italiani (in Lombardia, Toscana e nelle Marche) per un totale di 4.638 dipendenti, dei quali 296 a Siena.

Il tutto, in attesa che l’Antitrust europeo si pronunci (il periodo annunciato è l’autunno) sul progetto di newco. Su questo fronte al momento tutto tace, mentre nello stabilimento di viale Toselli continua la cassa integrazione, che si prevede di 7-10 giorni ogni mese fino alla fine dell’anno. Insomma, tante le incognite sulle quali i rappresentanti dei lavoratori chiedono risposte certe e, soprattutto, garanzie in termini di produzione e occupazionali.

Cristina Belvedere