Siena, 15 giugno 2021 - La partita ora si gioca su foto e video. E sulle chat dei cellulari dei quattro accusati dello stupro di gruppo nei confronti di una studentessa di 20 anni fra il 30 e il 31 maggio. Ecco il ’cuore’ dell’inchiesta condotta dal pm Nicola Marini. Tornato ieri dalle ferie per l’interrogatorio di garanzia del calciatore del Genoa Manolo Portanova dal gip Jacopo Rocchi. Arrivato prima delle 8 in tribunale per evitare i taccuini, tuta, cappello in testa e occhiali, il giocatore è rimasto 10 minuti nella stanza del giudice, prima di dileguarsi dal retro insieme ad un legale in scooter. "Si è avvalso della facoltà di non rispondere – chiarisce l’avvocato Gabriele Bordoni – portando un documento nel quale respinge nettamente la ricostruzione dei fatti contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare. Si proclama innocente". Un silenzio dovuto solo all’impossibilità del difensore di essere a Siena, "ma anche ad una lacuna cognitiva degli atti ieri in parte depositati, mi riferisco in particolare ai verbali, dal pm". Ha presentato comunque l’istanza di riesame al tribunale della libertà di Firenze. E non esclude, incontrato forse già domani Portanova, di chiedere che venga sentito dal pm. Il gip intanto ha rigettato la richiesta avanzata dagli altri due arrestati, lo zio del calciatore Alessio Langellae l’amico cameriere Alessandro Cappiello, di poter tornare a lavoro.

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La versione degli arrestati

I messaggi audio che la ragazza stuprata ha inviato ai due cugini e ad un’amica che non era presente nella casa della violenza sono noti alla procura. Un altro era stato inviato alle 2.52 all’amica invece all’interno dell’abitazione: le scriveva di essere "stata molestata". Gli investigatori, che hanno già ascoltato molte persone, li ritengono preziosi. "Le registrazioni audio sono tutte significative – scrive il gip Rocchi – ma assume peculiare rilevanza la registrazione in cui la persona offesa afferma di aver chiaramente manifestato il suo dissenso al rapporto sessuaole di gruppo". Uno degli arrestati poco dopo il fatto chiede alla giovane "se avesse ancora voglia (con annessa risata)", evidenzia l’ordinanza. E ancora: se è "viva". Ma le difese hanno nominato periti informatici per in vista dell’effettuazione della copia forense del contenuto dei cellulari.

Giovedì alle 9 tocca al telefono di Langella, alle 12 a quello di Cappiello, alle 15 di Portanova e del minorenne indagato. Ieri è stato sequestrato il telefono della 20enne: la copia forense sarà fatta venerdì. "Non escludo che eventuali foto e video possano anche essere stati diffusi in chat private, a quel punto scatterebbe la contestazione del revenge porn", dice l’avvocato Jacopo Meini che assiste la studentessa. Ma gli scatti, ipotizzano le difese, potrebbero raccontare che era consenziente. Le chat aiuteranno a capire com’è maturato l’incontro fra la giovane e Portanova, cosa si sono detti dopo la violenza tutti i protagonisti.