Università, il giorno dell’orgoglio: "La ricerca fa la grande differenza"

Celebrata la prima giornata voluta dalla Conferenza dei rettori per esaltare le accademie pubbliche

Università, il giorno dell’orgoglio: "La ricerca fa la grande differenza"

Università, il giorno dell’orgoglio: "La ricerca fa la grande differenza"

Ricerca, offerta formativa, servizi agli studenti e trasferimento tecnologico: questo nel menu della prima Giornata dell’Università italiana, iniziativa voluta dalla Crui, la Conferenza dei rettori, andata in scena ieri a Siena, come in tutti gli atenei, per ‘svelare’ cosa fa l’università e come lo fa. "Una giornata pensata come evento corale, con protagoniste le persone che fanno e rendono viva l’università – dice il rettore Roberto Di Pietra aprendo la maratona di eventi pubblici -. Il 20 marzo è la giornata dell’orgoglio di essere Università pubblica e statale, nel nostro caso da quasi otto secoli. L’importanza della Giornata sta anche nell’intento di marcare l’evidente differenza tra le Università e i soggetti che svolgono un’attività meramente didattica a distanza".

Dunque è la ricerca a fare la grande differenza e gli ‘Orizzonti della ricerca: incontro con i ricercatori del Pnrr’ è il titolo del convegno nel corso del quale, dalla voce degli stessi ricercatori, vengono illustrati i progetti, finanziati da fondi Pnrr, che si stanno svolgendo in Ateneo, nell’ambito del Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a RNA, del Centro nazionale per la biodiversità, del Centro nazionale per le tecnologie dell’agricoltura, del Partenariato esteso malattie infettive emergenti, dell’Ecosistema dell’innovazione sulle scienze e le tecnologie della vita in Toscana, dell’Infrastruttura di ricerca Cherenkov telescope array plus e del Pnrr MSCA Young Researchers.

"Sono otto progetti di ricerca per i quali l’ateneo si è visto assegnare circa 64 milioni di euro di fondi del Piano nazionale – spiega la pro-rettrice Donata Medaglini -. Un quarto delle risorse sono state dedicate al reclutamento di personale, impiegato a tempo determinato e già completato: si tratta di 53 ricercatori, 45 assegnisti di ricerca, 39 dottori di ricerca, 9 borse di ricerca e 8 tecnologici. Per tutti questo è il volano della loro carriera, dello studio e del lavoro. I progetti procedono spediti, grazie a quanto anticipato dall’ateneo, che ha già impegnato oltre il 60% (36,6 milioni di euro) della spesa prevista. Insieme al personale, l’altro grande investimento è per le attrezzature tecnologiche: è prevista una spesa di circa 17,8 milioni di euro in macchinari, da impiegare oggi nei progetti di ricerca e che domani resteranno a disposizione dell’ateneo, ma anche del territorio".

E le attrezzature acquistate, i laboratori messi in piedi "fanno parte dell’eredità lasciata dalla ricerca finanziata all’ateneo e alla città – precisa il rettore Di Pietra -: auspico che da questa iniziativa possano scaturire anche brevetti, spin-off e che i nostri macchinari possano essere utilizzati dall’industria o soggetti del territorio. Se qualche ricercatore o qualche studio troverà soddisfazione sul mercato del lavoro o produttivo, allora avremo dato il nostro contributo alla crescita del Paese".

La giornata dell’università è proseguita poi con l’incontro con i dirigenti scolastici, nell’ottica dell’alleanza formativa fra scuola e ateneo, incentrata sull’offerta didattica. Poi la conferenza programmatica con i sostenitori e le istituzioni territoriali, per pianificare cosa può fare l’università per il territorio e viceversa. Infine coinvolgente è stato il contest fra dottorandi che, in tre minuti e in linguaggio non scientifico, hanno dovuto spiegare i loro studi: in premio la possibilità di presentare il proprio lavoro a Turku in Finlandia.