"Il Governo Meloni ha creato le condizioni per far tornare grande, far tornare protagonista il Monte dei Paschi". Parola del parlamentare senese di Fratelli d’Italia, Francesco Michelotti, che sottolinea: "Salutiamo con favore l’operazione lanciata da Mps su Mediobanca".
Onorevole, si può dire che il centrodestra ’si è preso’ la banca storicamente feudo del Partito democratico?
"Assolutamente no, l’offerta di Mps è un progetto importante e ambizioso, ma sarà il mercato a pronunciarsi. Verosimilmente nel terzo trimestre dell’anno. A riprova di questo, il ministro Giorgetti ha previsto un’ulteriore uscita del Mef dall’azionariato di Rocca Salimbeni. In altre parole, il Monte non è più appannaggio di una parte politica, perché la parola passa al mercato".
L’ad Lovaglio nell’incontro con i sindacati avrebbe detto: "Da oggi Mps non è più una preda"...
"E’ vero, con l’offerta su Mediobanca il Monte dei Paschi smette di essere aggredito e torna protagonista. Inoltre si tratta di un’operazione che, se andrà in porto, avrà solo aspetti positivi, perché non si fonda su logiche speculative o finanziarie, ma ha un carattere industriale, dato dall’aggregazione e dall’integrazione di servizi tra due poli che garantiscono diversificazione, di fatto un valore aggiunto per i clienti e le utenze. Nessuna filiale sarà chiusa, non ci saranno sovrapposizioni e non ci sarà alcun impatto sociale, come ha sottolineato l’ad Lovaglio. Questo progetto, se portato a termine, sancirà il consolidamento e il rilancio di Mps come terzo polo bancario e porterà alla creazione di valore per la nazione, mantenendo e ribadendo una forte italianità data la collaborazione dei due brand".
Se la scalata su Piazzetta Cuccia dovesse avere successo, non c’è il rischio che Mps perda il legame con il territorio, alla luce di un nuovo azionariato geolocalizzato tra Roma e Milano?
"Siena manterrà Mps, la sede, il marchio, l’identità e la tradizione a cui siamo legatissimi. Questa sinergia renderebbe infatti Monte dei Paschi di Siena protagonista, perché, lo ripeto, avverrebbe senza sovrapposizioni, senza fusioni o incorporazioni, quindi con un impatto occupazionale pressoché nullo. Il Governo Meloni ha fortemente creduto nel valore della Banca anche durante i momenti più difficili quando, per qualcuno, si trattava solo di un rischio da non correre. L’esecutivo ha creato le condizioni necessarie per arrivare a questo risultato, sigillando il risanamento e il rilancio di Mps. La parola ‘spezzatino’ associata alla banca è un ricordo, oggi che, attraverso questa operazione, si conferma protagonista indiscussa dei panorami bancari nazionale ed europeo".