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26 mag 2022

Tubone, l’iter tira dritto L’occupazione è più vicina

Il Comune è stato obbligato a disporre le pratiche che precedono l’esproprio. Potrà essere protratta per un massimo di cinque anni a partire dal 28 luglio

26 mag 2022
I lavori, sulla carta, riguardano la parte bassa della città
I lavori, sulla carta, riguardano la parte bassa della città
I lavori, sulla carta, riguardano la parte bassa della città
I lavori, sulla carta, riguardano la parte bassa della città
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I lavori, sulla carta, riguardano la parte bassa della città

La legge è legge e lo diventa anche la redazione degli atti che prevede. Così, mentre aspetta dal Tribunale delle Acque Pubbliche di Firenze la convocazione dell’udienza per discutere il ricorso che ha presentato contro l’autorizzazione unica concessa dalla Regione, è lo stesso Comune di Colle ad essere costretto a far compiere un passo avanti all’ormai famigerato progetto del ‘tubone’, che minaccia l’impoverimento delle acque dell’Elsa e lo sventramento di un lungo tratto della città bassa (oltre un chilometro) per l’inserimento nella Gora della grande condotta forzata (più di un metro di diametro) destinata ad alimentare una centrale idroelettrica privata a La Ferriera. L’amministrazione comunale ha, infatti, emanato il decreto di "occupazione d’urgenza" delle aree interessate dal progetto a favore della società Pvg, Progetto Valorizzazione Gore, atto formale che non è l’esproprio, ma che impone ai proprietari il divieto di ostacolare in qualunque modo le operazioni presenti e future ed autorizza i tecnici incaricati dalla Pvg ad introdursi nelle proprietà private individuate dal piano particellare redatto dal Comune.

Faticando a vederla, l’opinione pubblica colligiana, sempre più contraria al tubone, ha già cominciato a chiedersi quale sia la reale ‘urgenza’ dell’occupazione dei terreni, ma la risposta alla sua domanda è anch’essa nella legge: un decreto del Presidente della Repubblica del 2001, infatti, dispone che quando le ragioni dell’urgenza non sono oggettive - quindi non riconoscibili - l’occupazione diventa urgente se il numero dei destinatari della procedura è superiore a 50. Un’urgenza automatica, insomma, derivata solo da un numero di interessati che, nel caso colligiano, è ampiamente superato.

L’occupazione potrà essere protratta per un massimo di cinque anni dalla data di "immissione nel possesso", fissata per il prossimo 28 luglio alle 9 in via XXV Aprile nel parcheggio di fronte a Vittoria Assicurazioni, dove erano stati effettuati i primi sondaggi. Ai proprietari verrà fatta un’offerta di indennizzo: chi l’accetterà riceverà un acconto dell’80 per cento della somma, chi la rifiuterà potrà presentare osservazioni scritte e memorie entro 30 giorni. Sessanta giorni è, invece, il margine di tempo in cui sarà possibile presentare ricorso al Tribunale contro il decreto di occupazione d’urgenza e 120 quello per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

a. v

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