DIEGO MANCUSO
Cronaca

’Toscana in viaggio’ arriva l’Oriente: "Cultura del cibo e tradizioni lontane"

’L’altro Cantuccio’ chef Mattia Putzulu e la moglie sommelier Monica Ceregatti. Qui la carne chianina si trova immersa nella zuppa con pasta di riso .

Lo chef Mattia Putzulu gestisce il ristorante ’L’altro cantuccio’

Lo chef Mattia Putzulu gestisce il ristorante ’L’altro cantuccio’

Montepulciano piace sempre di più agli orientali. "Sulla piattaforma Make Iat, resa disponibile da Toscana Promozione, si registra un aumento importante del turismo asiatico, da Cina e Corea del Sud" afferma Valdichiana Living, tour operator ufficiale della Valdichiana Senese. "Oltre ai gruppi più numerosi, di passaggio, con pullman e guida, notiamo significativi arrivi anche da Singapore e Thailandia, organizzati in piccole comitive" fa eco la Pro Loco poliziana. Ciò che è sorprendente è che il sentimento è reciproco, almeno per come lo esprime un operatore, il giovane chef Mattia Putzulu, che mette tra i motivi di maggior orgoglio professionale l’essersi sentito chiedere da questa particolare clientela se ai fornelli de ‘L’altro Cantuccio’, il ristorante che gestisce con la moglie Monica Ceregatti, sommelier, ci fosse un asiatico. Perché Mattia è autore di un’autentica rivoluzione, avendo adottato capisaldi inamovibili della cucina della Val di Chiana (e toscana) come la carne chianina, l’aglione, il piccione e la cinta senese, per la realizzazione di piatti della più radicata tradizione asiatica. "Il turismo dall’estremo oriente è molto migliorato – racconta Putzulu – ora giapponesi e coreani sono interessati alla nostra cultura gastronomica, bevono buon vino, amano il pranzo, riconoscono e apprezzano la cucina toscana. E poi sono gentili e educati". Già tamburino vittorioso del Bravìo delle Botti, animato fin da bambino da una passione incontenibile per la cucina, Mattia ha maturato una lunga esperienza al fianco di chef esperti per poi sviluppare una seconda predilezione, quella per i sapori, i profumi e i procedimenti della gastronomia orientale. E così, dopo viaggi costanti verso l’altro emisfero e aver frequentato anche un corso in Vietnam, ha messo a punto un menù innovativo battezzato ‘Toscana in viaggio’. Nella lista si trovano la phò vietnamita (zuppa con pasta di riso) in cui la carne è chianina, un ramen (brodo cino-giapponese, con i noodles) con il piccione, o la tinola, zuppa filippina ma con erbe aromatiche locali e pollo ruspante; e ancora, un kimchi coreano (cavolo fermentato e spezie) in cui i gamberi vengono da Porto S.Stefano, o il maialino iberico che sfida la cinta senese. Curato anche l’abbinamento con i vini, curato da Monica. Mattia dice che "è un fatto di cultura del cibo, prima che di incontro tra tradizioni lontanissime", affermazione indirettamente confermata da Massimo Bottura, per due volte ‘incoronato’ migliore chef del mondo, che proprio recentemente, insieme a quelle italiana e francese, ha messo le cucine giapponesi e cinesi ai vertici mondiali.

Diego Mancuso