Le Terme di Chianciano hanno disdetto l’integrativo aziendale. I lavoratori delle terme hanno dichiarato lo stato di agitazione, hanno bloccato gli straordinari e richiesto alla Regione Toscana di aprire un tavolo di crisi. Botta e risposta fra le nuove terme private e la rappresentanza sindacale della Cgil che chiede chiarezza sul futuro dell’azienda: si vuole conoscere il piano industriale e...

Le Terme di Chianciano hanno disdetto l’integrativo aziendale. I lavoratori delle terme hanno dichiarato lo stato di agitazione, hanno bloccato gli straordinari e richiesto alla Regione Toscana di aprire un tavolo di crisi. Botta e risposta fra le nuove terme private e la rappresentanza sindacale della Cgil che chiede chiarezza sul futuro dell’azienda: si vuole conoscere il piano industriale e capire l’entità dell’investimento che sarà messo nelle casse di terme di Chianciano, dal nuovo azionista Massimo Caputi per avviare un rilancio forte e concordato dell’intera struttura.

"I lavoratori sono disorientati – spiega il delegato sindacale Simone Mannucci – chiediamo concretezza e di capire cosa succederà nei prossimi mesi e nei prossimi anni". Ricordiamo che la società Terme di Chianciano, il cui azionista di riferimento è diventata la Feidos, ha richiesto al tribunale il concordato per chiudere i debiti pregressi di 9 milioni di euro ed ha richiesto ad Invitalia, di cui Massimo Caputi è stato presidente, di fare un prestito per sostenere l’operatività ed il rilancio dell’azienda duramente colpita nei numeri e fatturato prima dalla crisi del settore e poi soprattutto dalla pandemia.

L’arrivo di risorse pubbliche per sostenere la gestione delle terme appare certo ma quello che i sindacati vogliono comprendere è l’uso che sarà fatto del denaro. Ritengono anche necessario misurare lo sforzo di investimento del nuovo privato. Per la giornata di oggi la Cgil, che ha aperto un confronto diretto anche con il sì arrivato dalla Cisl, ha annunciato un comunicato stampa nel quale si chiederà ufficialmente alla Regione Toscana di aprire la crisi e svolgere un ruolo di regia. La preoccupazione dei dipendenti fissi e stagionali è quella ovviamente di non vedere tutelata l’occupazione. "L’azienda ha disdetto l’integrativo aziendale senza riprogrammare un nuovo tavolo di confronto, nessuna calendario incontri – spiega Simone Mannucci – a questo punto cosa dobbiamo attenderci?"

Anna Duchini