SIENA I Teatri di Siena si alleano con il Teatro della Pergola, Firenze. uno dei più storici d’Italia e, dice il direttore artistico Alessandro Benvenuti, "entriamo nel salotto buono della cultura". L’accordo? "Nasce dal desiderio dell’amministrazione e della direzione artistica di avviare collaborazioni artistiche e culturali con altre realtà, a cominciare da quelle regionali. Questa è la prima; speriamo imprevisti pandemici o altri permettendo, di avviarne altre". Il progetto? "Era una volontà...

SIENA

I Teatri di Siena si alleano con il Teatro della Pergola, Firenze. uno dei più storici d’Italia e, dice il direttore artistico Alessandro Benvenuti, "entriamo nel salotto buono della cultura".

L’accordo?

"Nasce dal desiderio dell’amministrazione e della direzione artistica di avviare collaborazioni artistiche e culturali con altre realtà, a cominciare da quelle regionali. Questa è la prima; speriamo imprevisti pandemici o altri permettendo, di avviarne altre".

Il progetto?

"Era una volontà dichiarata nella conferenza in cui mi presentai come direttore artistico alla città. Cerchiamo semplicemente di mantenere ciò che abbiamo annunciato. La richiesta più importante del primo cittadino nel nostro incontro di presentazione fu quella di far conoscere i teatri di Siena fuori la città e non, come precedentemente, utilizzandoli solo come luoghi di transito di prodotti teatrali di altri. Che la prima collaborazione sia con una delle realtà più importanti d’Italia, non può che darci soddisfazione e, siamo consapevoli, una responsabilità che manterremo con garbo, eleganza, determinazione".

Gli effetti per Teatri di Siena?

"Entrare nel salotto buono della cultura, vuol dire meritarselo, darsi da fare. Chiacchierare poco e lavorare tanto. Soprattutto alzare il più possibile la qualità artistica dei nostri prodotti".

Interscambio di progetti?

"Coincide con le nostre speranza e volontà. E’ una storia che stiamo inventando adesso. Non ci dimentichiamo in che razza di periodo stiamo vivendo, la sofferenza che provoca. Sognare oggi è un lusso solo per i più sfrenati ottimisti. ‘Certi di esistere’ è il miglior biglietto da visita della nostra volontà: che la prima produzione dei Teatri di Siena sia realizzata quando quasi nessuno produce in un mercato fermo, dimostra il nostro impegno di non arrendersi mai all’inedia culturale e al pessimismo. Che poi il nostro primo partner produttivo sia una realtà come la Fondazione Teatro della Toscana, la dice lunga sul desiderio di produrre vita e non lamentele".

I Teatri di Siena entreranno in questa rete?

"Il progetto è quello. Il modo in cui potrà avvenire dipende dalla volontà di entrambe le realtà di collaborare a quanti più possibili progetti. Perché ciò avvenga occorre che nel presente qualcosa faccia nascere la possibilità. L’amministrazione e la direzione artistica insieme hanno voluto creare con i responsabili della Fondazione Teatro della Toscana, allineati sulle nostre stesse volontà, la prima occasione che ci faccia capire di essere o no ‘Certi di esistere’".

Antonella Leoncini