Stroke Unit, corsa contro il tempo. Obiettivo, fermare l’ictus cerebrale

Al policlinico Le Scotte un reparto completamente dedicato ai pazienti colpiti da ’colpo’ al cervello, nel Dipartimento di Emergenza-urgenza: una struttura multidisciplinare con neurologi, internisti e cardiologii.

Stroke Unit, corsa contro il tempo. Obiettivo, fermare l’ictus cerebrale
Stroke Unit, corsa contro il tempo. Obiettivo, fermare l’ictus cerebrale

Ogni anno, in Toscana, circa 8mila pazienti vengono colpiti da Ictus ischemico, circa 2.000 nella nostra Area Vasta. Per saperne di più su percorsi e terapie ne abbiamo parlato con la dottoressa Rossana Tassi, direttrice Uoc Stroke Unit, del Dipartimento di Emergenza-Urgenza, diretto dal professor Sabino Scolletta.

Quali sono le particolarità della Stroke Unit?

"La Stroke Unit nasce nel 2008 e già prima dell’apertura del nuovo reparto completamente dedicato ai pazienti colpiti da stroke, erano stati presi accordi, insieme al professor Giuseppe Martini, già direttore del reparto, con l’Emergenza Territoriale, il Pronto Soccorso e la Neuroradiologia in modo da facilitare il percorso intraospedaliero. Nel 2014-2015, dopo un’esperienza al Karolinska Institute di Stoccolma, c’è stato un ulteriore potenziamento per migliorare i tempi di trattamento e, la svolta, è stata iniziare la fibrinolisi direttamente in Pronto Soccorso immediatamente al termine della TC. Oggi il reparto è una struttura multidisciplinare dove professionisti diversi tra cui neurologi, internisti e cardiologi, collaborano per la cura dei pazienti affetti da patologie cerebrovascolari come lo stroke ischemico ed emorragico".

Quali i volumi di attività?

"Ogni anno vengono ricoverati in Stroke Unit, dotata di 14 posti letto, circa 450 pazienti con Stroke acuto, dei quali circa l’80% con ischemia cerebrale e la restante quota con emorragia cerebrale o subaracnoidea. Il 30% dei pazienti ischemici viene trattato in acuto con terapia trombolitica sistemica e/o disostruzione meccanica (circa 190 trattamenti annui) in collaborazione con la Neuroradiologia. L’altra patologia trattata è l’emorragia cerebrale che ha ancora oggi un’elevata mortalità. Un ruolo fondamentale, oltre al team medico, è quello svolto dal personale infermieristico, fisioterapico e logopedico e dai tecnici di neuroradiologia, di alto livello sia professionale che umano. La Stroke Unit si avvale inoltre, grazie ad un ottimo ed esperto team di tecnici di Neurofisiopatologia, di una diagnostica neurosonologica di elevatissima qualità".

Quanto è importante la collaborazione di Area Vasta?

"E’ fondamentale e nel nostro caso è consolidata perché è iniziata nel 2014, con il primo accordo di trasferimento dei pazienti con ischemia cerebrale acuta da occlusione di grosso vaso per il trattamento endovascolare. D’allora, il numero dei pazienti che vengono trasferiti dagli altri ospedali (Arezzo, Montevarchi e Grosseto) o che arrivano in centralizzazione primaria dall’area vasta sudest è cresciuto progressivamente. I rapporti con i colleghi degli altri ospedali permetto inoltre un ottimo scambio di expertise, nell’ottica di una crescita culturale e scientifica continua".

Quali sono le principali collaborazioni all’interno dell’ospedale?

"Il percorso Stroke è strutturato con un’organizzazione multidisciplinare che si avvale, oltre che dei professionisti medici, infermieri e tecnici della Stroke Unit, della Neuroradiologia e del Pronto Soccorso, anche dei colleghi anestesisti, neurologi, radiologi, internisti e del laboratorio analisi. Sono davvero tantissimi i professionisti che collaborano al percorso".

Qual è il contributo della Stroke Unit alla formazione?

"Svogliamo attività di sviluppo e implementazione della rete tempo-dipendente ictus attraverso la partecipazione al Comitato strategico della Regione Toscana ed attività didattica nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e in varie Scuole di Specializzazione. Partecipiamo inoltre a trials clinici e terapeutici nazionali ed internazionali".