di Pino Di Blasio Il ministro per lo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti non ha nessuna intenzione di captare la benevolenza degli interlocutori, chiunque essi siano. Né è tipo da sfornare ricette, soluzioni, piani, progetti, idee per risolvere i grandi problemi mondiali e locali, dal sostegno alla crescita al futuro del Monte dei Paschi. Lo ha dimostrato in ogni tappa della sua giornata elettorale senese, del suo tour per sostenere la corsa di Tommaso Marrocchesi Marzi alle suppletive per la Camera. Prima tappa a Pontignano, alla Conferenza italo-inglese, dove si è intrattenuto con il ministro britannico per l’industria Kwasi Kwarteng e con Rino Rappuoli. "Cosa ho detto agli inglesi? Ho ricordato loro che abbiamo vinto gli Europei e li abbiamo battuti nella 4x100 - scherza...

di Pino Di Blasio

Il ministro per lo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti non ha nessuna intenzione di captare la benevolenza degli interlocutori, chiunque essi siano. Né è tipo da sfornare ricette, soluzioni, piani, progetti, idee per risolvere i grandi problemi mondiali e locali, dal sostegno alla crescita al futuro del Monte dei Paschi. Lo ha dimostrato in ogni tappa della sua giornata elettorale senese, del suo tour per sostenere la corsa di Tommaso Marrocchesi Marzi alle suppletive per la Camera. Prima tappa a Pontignano, alla Conferenza italo-inglese, dove si è intrattenuto con il ministro britannico per l’industria Kwasi Kwarteng e con Rino Rappuoli. "Cosa ho detto agli inglesi? Ho ricordato loro che abbiamo vinto gli Europei e li abbiamo battuti nella 4x100 - scherza Giorgetti, tracciando il bilancio della puntata a Pontignano -. Ma ho anche ribadito che la nostra manifattura non teme confronti e deve essere tutelata anche in Gran Bretagna, non penalizzata".

Da Pontignano alla collina delle scienze a Torre Fiorentina. Con visita affollata nello stabilimento 23 di Gsk, che dovrebbe diventare il polo italiano per produrre vaccini e anticorpi da mandare alle sperimentazioni. Con il ministro Giorgetti, oltre allo stato maggiore della Lega, Guglielmo Picchi, la sottosegretaria Tiziana Nisini e Marrocchesi Marzi, c’erano Lucia Aleotti, vicepresidente di Farmindustria, e Massimiliano Boggetti, ad Diesse e presidente Confindustria Dispositivi medici.

"Le scienze della vita a Siena sono un’eccellenza mondiale - è l’incipit del titolare del dicastero per lo sviluppo -. C’è un investimento in campo e ce ne saranno ulteriori e tanti sulla filiera del biomedicale dove l’Italia non prende lezioni, ma le dà in tutto il mondo. Lo stabilimento per produrre vaccini? Farà anche anticorpi monoclonali, settore dove l’Italia e Siena sono leader. Non piangiamoci addosso. quando siamo bravi dobbiamo dirlo e a aiutare queste eccelenze ad arrivare a risultati".

Lontano dai microfoni, il colloquio con Fabrizio Landi, presidente di Tls, era focalizzato sul contratto con il Governo per la fornitura di anticorpi, circa 50 milioni di euro tra prestiti e soldi a fondo perduto, bloccati proprio dal Ministero di Giorgetti. "E’ una questione delicata, la risolverò più in fretta possibile" è stata la concessione.

"Dobbiamo costruire un quadro di regole tese a creare una crescita duratura nel tempo. Investire risorse ingenti - è l’esordio alla terza tappa della giornata, nella sede di Confindustria - per aiutare le imprese nelle nuove rivoluzioni ambientale e digitale. Non bisogna dormire sugli allori del Pil che va bene, è una reazione pavloniana perché dopo un oltre un anno, in cui la gente è stata a casa, le persone hanno iniziato a uscire e questo ha giovato all’economia".

La transizione ecologica avrà dei costi, lascerà sul campo aziende e posti di lavoro: Giorgetti avverte i fautori delle mode e gli alfieri della green economy. "Tutto bello, ma dobbiamo essere pronti a pagare anche le conseguenze". E a conferma che il ministro preferisce essere urticante piuttosto che soave, le parole caute sul dossier più rovente per il Governo: il Monte dei Paschi. "Questo Governo si trova a gestire un bel problema - ricorda Giorgetti - ereditato da gestioni precedenti. Ma sono convinto che troverà la soluzione migliore. Credo in tempi abbastanza rapidi perché non dipende solo da noi, ma ci sono scadenze imposte. Io penso che il governo - è l’avvertenza - si stia muovendo avendo coscienza di cosa dicono l’articolo 35 e l’articolo 47 della Costituzione". Per rinfrescare la memoria sono quelli che tutelano il risparmio e il lavoro.

Infine su possibili scenari alternativi a UniCredit: niente ricette facili, solo timide aperture. "Sul futuro di Mps ci sono tante idee, dopodiché bisogna vedere quali siano quelle praticabili perché il contesto di regole e di impegni è particolarmente gravoso. Ne parlerò con Draghi sicuramente" è l’assicurazione finale.