Carabinieri (foto d'archivio)
Carabinieri (foto d'archivio)

Srateano, 14 aprile 2021 - «A voi, che vi siete introdotti nella nostra scuola e ci avete sottratto pc e tablet, vorremmo dire che…». Inizia così la lettera aperta indirizzata ai ladri che il 17 marzo scorso hanno rubato nella scuola di Sarteano. E che potrebbero aver tentato un secondo colpo lunedì, fra le 22.30 e le 23. Sono state viste luci all’interno dell'immobile,come di torce. In pochi istanti sono arrivati i carabinieri che hanno ispezionato il plesso senza trovare nessuno, né forzature. E’ stata comunque fatta denuncia dall’istituto. E s’indaga. 

«In queste settimane in cui siamo obbligati a restare a casa e a svolgere le lezioni in Dad, il danno che avete arrecato a noi ed alla nostra comunità è ancora più grave di quanto avrebbe potuto essere se fossimo a scuola in presenza. Anche se un computer è un oggetto materiale, anche se con il supporto della comunità di Sarteano – scrivono la sindaca e  la vice sindaca a nome  del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze di Sarteano  e di tutti gli alunni della primaria e della Media – quei beni verranno ricomprati, ci avete portato via moltissimo. Su quei computer era infatti salvato il nostro lavoro; c’erano il nostro pensare, la fatica, ma anche la gioia per aver raggiunto dei traguardi importanti. Subire un furto così grave, e soprattutto in un momento così difficile, ci ha anche portati a riflettere sul fatto che noi non vogliamo essere come voi. Non ci approprieremo mai dei beni, dei sogni e della libertà altrui per i nostri scopi personali. ‘Sono le scelte che facciamo che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità’. Questo diceva Silente a Harry Potter. Le azioni valgono più delle parole per definire chi siamo: voi avete scelto di compiere un’azione illegale, cattiva e terribile. A noi dispiace per voi, perché attraverso il vostro operato dimostrate che non sapete cosa siano il rispetto e la vera felicità, quella che non sta nelle cose ma nel bene che condividiamo con gli altri e nella serenità con cui possiamo guardarci allo specchio. La coscienza non dimentica: quella vocina che abbiamo dentro ha una memoria lunga lunga. Vi auguriamo, almeno, di riuscire a fare un po’ di pace con lei».

La. Valde.