Siena, 28 novembre 2020 - Un anno difficile per tante attività che, dopo la chiusura primaverile, adesso sono nuovamente senza lavoro, in vista di un Natale ancora incerto. Durante questi mesi fondamentale è stata quindi la possibilità di trovare un accordo con i proprietari dei fondi per ridurre l’affitto mensile. Nonostante nella maggior parte dei casi tra le due parti si sia cercato un punto di incontro, a volte non sembra essere così scontato. Il primo caso di mancato accordo è infatti stato raccontato da un ristoratore attraverso un post Facebook. La proprietaria del ristorante La Miniera a Pian del Lago ha...

Siena, 28 novembre 2020 - Un anno difficile per tante attività che, dopo la chiusura primaverile, adesso sono nuovamente senza lavoro, in vista di un Natale ancora incerto. Durante questi mesi fondamentale è stata quindi la possibilità di trovare un accordo con i proprietari dei fondi per ridurre l’affitto mensile. Nonostante nella maggior parte dei casi tra le due parti si sia cercato un punto di incontro, a volte non sembra essere così scontato. Il primo caso di mancato accordo è infatti stato raccontato da un ristoratore attraverso un post Facebook.

La proprietaria del ristorante La Miniera a Pian del Lago ha infatti spiegato di aver appena ricevuto lo sfratto dal proprietario del fondo. "A inizio marzo, quando già poche persone venivano a ristorante per la paura del virus, chiesi alla proprietaria del fondo se poteva venirci incontro con un affitto più basso che poi avremmo restituito in estate, ma lei non ha accettato – afferma la proprietaria del ristorante Tiziana Del Monaco – Con la chiusura totale delle attività ho immediatamente inviato un’email con la richiesta di riduzione, alla quale mi è stato risposto con parole che sembravano voler trovare un accordo. Purtroppo però non è stato così e la richiesta a fine mese è stata la stessa di sempre. Avevamo due dipendenti da pagare in quanto la cassa integrazione è arrivata soltanto mesi dopo e, nonostante l’asporto e le consegne a domicilio, non riuscivamo in quei mesi a guadagnare nemmeno la metà degli incassi precedenti, per cui ho comunicato che avrei pagato il 50% dell’affitto, cosa che non è stata accettata dalla proprietaria". E’ soltanto la prima parte di un racconto che ha portato all’attuale situazione. "Anche durante l’estate, quando abbiamo riaperto, ho continuato a pagare la stessa cifra, in quanto gli incassi della stagione estiva ci hanno aiutato a ripagare i mesi persi in primavera – prosegue la ristoratrice – Soltanto a settembre gli incassi ci avrebbero permesso di pagare interamente l’affitto".

Ed è proprio in autunno che inizia il periodo più difficile. "I primi di ottobre mi è arrivato il decreto ingiuntivo in cui si chiedeva di riavere in un un’unica rata il 50% dell’affitto non pagato nei mesi – spiega – Inoltre, dopo la nuova chiusura di questo mese, mi è stato inviato il recesso dal contratto che scade il 31 maggio e due giorni fa lo sfratto, per il quale dovrei lasciare il locale entro gennaio, nonostante il blocco delle procedure". E adesso è la paura per il futuro, del tutto incerto, ciò che emerge dal racconto della ristoratrice. "Non abbiamo intenzione di lasciare il locale – prosegue – Siamo due famiglie e abbiamo aperto il ristorante investendo soldi e impegno. In questa situazione non ci è possibile restituire in un’unica volta la cifra richiesta. Vorremmo poter lavorare la prossima stagione estiva, così da poter restituire una parte dei soldi trovando un accordo". Una situazione che, al momento, sembra l’unica presente nel territorio. "Il mio avvocato mi ha detto che non ci sono situazioni simili e, anche sentendo i miei colleghi, tutti hanno trovato un accordo. Siamo il primo caso a Siena".

Veronica Costa