LAURA VALDESI
Cronaca

Ricatto a luci rosse: "Con lei una breve relazione. Poi ha cominciato a chiedermi soldi"

Il racconto in tribunale di un 59enne di Poggibonsi raggirato da una coppia residente nel Fiorentino. Ha dato 50mila euro alla donna

L’uomo di Poggibonsi alla fine si è stancato facendo denuncia alla polizia

L’uomo di Poggibonsi alla fine si è stancato facendo denuncia alla polizia

Siena, 29 febbraio 2024 – “Sì, sì, è proprio lei”, dice al pubblico ministero il sessantenne di Poggibonsi. Riconoscendo nel documento mostrato in aula la donna con cui aveva avuto una breve relazione sentimentale. E di cui ha ammesso ieri di essersi invaghito. Ma lei si era presa gioco dei sentimenti dell’uomo che, alla fine, l’ha denunciata. E’ ora accusata di truffa e tentata estorsione insieme al marito. Entrambi vivono in provincia di Firenze, lui ha 53 anni, lei 49. Non erano in tribunale ad ascoltare la ricostruzione compiuta dal poggibonsese, parte civile attraverso l’avvocato Manfredi Biotti.

“Fino ad un certo punto ho retto, poi mi dissi ’se finisco i soldi chi me la mantiene la badante della mamma’", spiega al giudice Simone Spina. Il 50enne aveva iniziato a frequentare la donna nel 2016. Gli aveva detto di chiamarsi Chiara, in realtà scoprirà più tardi che non era questo il vero nome della donna. "Dopo le cinque prestazioni sessuali, gli incontri avvenivano a Certaldo, ha cominciato a chiedermi i soldi. Gli importi variavano, 500, 600 euro, anche 800. Le richieste erano frequenti", spiega il poggibonsese rispondendo alle domande del suo avvocato. Una volta diceva che doveva pagarci delle scadenze perché il suo ex marito non le dava nulla, un’altra per necessità che riguardavano il figlio piccolo.

Peccato che, secondo quanto riferito ancora dall’uomo, più tardi abbia scoperto che il piccolo non aveva 6 anni, come sosteneva la donna, bensì 21. Insomma, dopo il contatto attraverso un sito e la relazione sentimentale, il 59enne era finito nel gorgo delle richieste economiche dell’imputata, ha ribadito in aula. In totale era giunto a dargli, sia in contanti che mediante ricariche della posta pay, circa 50mila euro. La goccia che aveva fatto traboccare il vaso, però, era stata l’ultima richiesta di denaro delle donna, oltre 4mila euro. "Dissi di no, non potevo", svela. E lei, è ancora la parte offesa a parlare, ribattè che avrebbe rivelato il loro rapporto alle persone a cui teneva maggiormente. A partire dall’associazione per cui svolgeva volontariamente alcune mansioni. per il poggibonsese una seconda famiglia.

Lo stesso aveva fatto l’uomo, ora sotto processo, che diceva di essere l’ex marito. "Anche lui mi chiese 250 euro per venire in Valdelsa e darmi una mano a sistemare le cose con lei. Denaro che serviva perchè non aveva i soldi per il treno", aggiunge. Ma che non aveva sborsato. Stanco di quella situazione, andata oltre la sua immaginazione. "Non ci vidi più – confessa – si tenta anche questa via, sebbene sia difficile", spiega riferendosi appunto alla denuncia alla polizia e al processo in corso. "All’inizio le inviavo il denaro perché impietosito, forse ero invaghito. Pensavo ad un futuro fra noi", conclude. Ma è andata a finire in tribunale. A maggio prosegue l’udienza con altri testimoni e, forse, arriverà la sentenza.