Quell’aereo per Chicago. Antiquari volano negli Usa

Imprenditrice li ammira nella loro bottega a Montepulciano e li ingaggia per arredare il proprio negozio negli States: il viaggio lampo di Irene e Gabriel.

Quell’aereo per Chicago. Antiquari volano negli Usa

Quell’aereo per Chicago. Antiquari volano negli Usa

La realizzazione del ’sogno americano’, in cui una persona dall’esistenza normale vede per caso riconosciute le proprie doti e si trova improvvisamente proiettata su uno scenario impensato. È su questo cortocircuito tra favola e realtà che si sviluppa la storia dei giovanissimi antiquari di Montepulciano Irene Bifolchi, 27 anni, e Gabriel Santana, 32, compagni nella vita e nel lavoro, che il proprio sogno americano l’hanno visto realizzarsi proprio sul suolo statunitense.

Come da copione tutto avviene in tempi brucianti, con un breve antefatto: Irene e Gabriel hanno una bottega nel centro storico poliziano dove Karen, affermata imprenditrice di Chicago nel settore antiquario e dell’arredamento, prima acquista un’antica specchiera per la tenuta che possiede in Valdichiana, poi chiede che Irene dipinga un armadio di legno grezzo identico ad un altro in stile fine ‘800: di fronte ai due oggetti, la proprietaria non riesce a distinguere il nuovo dal vecchio. Così scatta la proposta: i due antiquari hanno una settimana di tempo per organizzarsi, è già prenotato un volo in prima classe per Chicago dove li attendono un soffitto di 50 metri quadrati e altri componenti da dipingere in un grande locale nella old town, destinato a ospitare un negozio di arredamento. Tempo a disposizione, 8 giorni, voli inclusi. Irene e Gabriel, tra coraggio e incoscienza, accettano la sfida, affidano la figlia Matilde, 7 anni, ai nonni materni e partono.

Nel bagaglio anche i pigmenti in polvere, ossidi naturali (la sostenibilità è uno dei loro capisaldi) che suscitano qualche perplessità nei doganieri, ma poi, finalmente, all’alba del primo giorno oltreoceano, il lavoro può iniziare. C’è pochissimo tempo per godersi il lussuoso appartamento in cui sono ospitati nello storico quartiere di Gold Coast e le cene sfarzose o per stupirsi di fronte agli autisti a disposizione per i trasferimenti. Durante il volo, Irene concepisce il progetto, un gazebo amalfitano, che Karen accetta.

Così l’artista poliziana, dal fisico esile ma dalla volontà di ferro e della mano ispirata, lavora in media sedici ore al giorno, su un trabattello a 5 metri dal suolo e con la testa costantemente rivolta in su, concedendosi solo brevi sessioni di yoga ogni quaranta minuti, mentre Gabriel non le fa mancare tutto il supporto tecnico (e morale). Il lavoro è fatto, circa 600 limoni affrescano ora il lussuoso negozio, intrecciati alle fronde di piante mediterranee, attraversate dal volo di domestici pettirossi. I committenti sono entusiasti, presentando l’opera esaltano pubblicamente il ruolo avuto dai due giovanissimi artisti italiani, toscani, la scommessa è vinta. "Ci è rimasta veramente l’impressione di aver vissuto un sogno – commenta Irene Bifolchi –. Ho dovuto affrontare e risolvere in pochissimo tempo, come avviene nell’immaginazione, problemi tecnici e grafici che in Italia avrebbero richiesto ore. Di concreto c’è l’amicizia con Karen, che ora è un solido legame".