
di Paolo Bartalini
"Sono i piccoli alunni a pagare il prezzo più elevato alla pandemia. Potrei stimare in loro una riduzione dell’efficienza del 40 per cento". Un dato, per quanto aleatorio, che aiuta a esaminare il quadro relativo ai gravi effetti dell’emergenza sanitaria sulla fascia di età fra i sei e gli otto anni. Il dottor Pierangelo Pedani, poggibonsese, dal suo osservatorio di psicologo clinico ha compiuto la disamina attraverso un insieme di conversazioni e visite a contatto con il mondo dell’infanzia, individuando cali di attenzione, insufficiente disposizione al gioco, relazionalità offuscate.
"La scuola dovrebbe tenere in considerazione la pesante situazione che deriva dalla fase delle restrizioni. Da quando ho potuto riaprire il mio studio – afferma Pedani – ho iniziato a notare una vistosa diminuzione di rendimento in quasi tutti i bimbi accolti. Il non uscire di casa, la mancanza di socialità, i periodi di lezione non in presenza, la sospensione della pratica sportiva, sono elementi che hanno finito per creare svogliatezza e scarsa motivazione nei minori. Questioni che ai genitori non sfuggono".
In che modo l’universo scolastico può allora sostenere gli allievi nel tentativo di superare gli ostacoli attuali? "Serve a mio parere, soprattutto nella primaria, una scuola più affettuosa e comprensiva – risponde Pedani – oltre che capace di aiutare i bambini nell’esprimersi. Non il ricorso a continue verifiche, senza nulla togliere a certi aspetti che sono parte integrante dell’insegnamento".
Anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, del resto, è stato chiaro in proposito, spiegando che ‘la valutazione non è un fatto ispettivo o punitivo’ e che "i ragazzi hanno il diritto di essere valutati, in una logica educativa che tenga conto anche di come sono cambiati dopo un anno così difficile’.
E ora si tratta di riprendere il filo, in previsione del nuovo anno... "In definitiva - aggiunge il dottor Pedani - sono andati perduti dodici mesi fra una tranche del 2020 e un’altra del 2021, con tutte le conseguenze del caso dovute a interruzioni e partenze. Pensiamo soltanto alla delicata fase di passaggio dalla scuola dell’infanzia alle elementari. un momento in cui si impara a leggere e a scrivere. Un cambiamento nella strategia educativa, considerando le problematiche, sarebbe pertanto auspicabile".