di Laura Valdesi SIENA Dalla telefonata di Giuseppe Mussari del gennaio 2010, all’epoca presidente di Banca Mps, alla successiva scelta del mister bianconero Antonio Conte, passando per l’importante sponsorizzazione da parte di Rocca Salimbeni all’Ac Siena, società poi fallita nel 2014. Uno spaccato di storia della Robur quello tratteggiato ieri in aula da Giorgio Perinetti nell’ambito del processo sul crac della società di cui era presidente Massimo Mezzaroma. Perinetti è attuale direttore...

di Laura Valdesi

SIENA

Dalla telefonata di Giuseppe Mussari del gennaio 2010, all’epoca presidente di Banca Mps, alla successiva scelta del mister bianconero Antonio Conte, passando per l’importante sponsorizzazione da parte di Rocca Salimbeni all’Ac Siena, società poi fallita nel 2014. Uno spaccato di storia della Robur quello tratteggiato ieri in aula da Giorgio Perinetti nell’ambito del processo sul crac della società di cui era presidente Massimo Mezzaroma. Perinetti è attuale direttore sportivo del Brescia Calcio, che milita in serie B, anche se i fatti ricostruiti dietro sollecitazione del pm Siro De Flammineis riguardavano la sua esperienza come responsabile dell’area tecnica della Ac Siena di Mezzaroma.

"Ero al Bari calcio quando ricevetti una telefonata di Mussari – esordisce il direttore sportivo –, mi chiese se ero interessato a tornare a Siena dove ero stato in precedenza per tre anni consecutivi. Risposi che alla città ero legato ma non pensavo che il Bari mi avrebbe lasciato andare". Svela poi il retroscena dell’incontro a cui parteciparono, rivela, "i fratelli Matarrese, Mussari e Mezzaroma. Mi sembra che in quell’occasione conobbi la nuova proprietà della Robur. Prima della riunione il presidente del Bari mi disse ‘Giorgio, bisogna che tu mi faccia una cortesia accettando la proposta del Siena. C’è una collaborazione in atto’. Rimasi stupito. Durante l’incontro mi venne detto che c’era necessità di una figura come la mia per rilanciare i bianconeri". Perinetti spiega poi come avvenne la scelta del mister: "Proposi Conte ma venne fatto un colloquio anche con Mario Beretta. Sì, la decisione di optare per il primo venne comunicata a Mussari, era il rappresentante dello sponsor". Nel corso della testimonianza emerge che la media degli ingaggi del Siena era alta per la categoria. E che il presidente di Banca Mps "chiamava ogni tanto per sentire se tutto andava bene. Sentivo da lui un sostegno al lavoro", aggiunge l’ex responsabile dell’area tecnica. Dura poco meno di un’ora la sua testimonianza. Perinetti poi lascia il posto a Vincenzo Loi, che fino al 2013 era stato responsabile dell’amministrazione. Tante le domande del pm che fanno emergere tra l’altro l’importo delle sponsorizzazioni: "Due contratti di tre anni ciascuno, era consistente, fra gli 8 e i 9 milioni di euro". Ben più elevato di altre società della stessa categoria. Insomma, Mps era fondamentale per la continuità dell’attività. La testimonianza di Loi terminerà comunque la prossima udienza.