di Roberto Borgioni SIENA La staffetta che lui aveva organizzato è giunta al traguardo finale di Santa Maria di Leuca. Ma ora l’attenzione è tutta concentrata sulle prossime 48-72 ore. Entro mercoledì, infatti, i medici della Terapia intensiva delle Scotte dovrebbero decidere se risvegliare Alex Zanardi dal coma farmacologico al quale è sottoposto ormai da venerdì 19 giugno, il giorno del maledetto incidente del campione con la sua hand-bike andata a sbattere contro un camion lungo la strada Provinciale 146, nel...

di Roberto Borgioni

SIENA

La staffetta che lui aveva organizzato è giunta al traguardo finale di Santa Maria di Leuca. Ma ora l’attenzione è tutta concentrata sulle prossime 48-72 ore. Entro mercoledì, infatti, i medici della Terapia intensiva delle Scotte dovrebbero decidere se risvegliare Alex Zanardi dal coma farmacologico al quale è sottoposto ormai da venerdì 19 giugno, il giorno del maledetto incidente del campione con la sua hand-bike andata a sbattere contro un camion lungo la strada Provinciale 146, nel territorio comunale di Pienza, durante la staffetta non competitiva ’Obiettivo Tricolore’.

Alex Zanardi è ancora ricoverato nel reparto di Terapia intensiva delle Scotte, dove ha trascorso la nona notte senza sostanziali variazioni nelle sue condizioni, visto che i parametri cardio-respiratori e metabolici rimangono stabili, con il quadro neurologico che resta comunque di assoluta gravità. Ed è questo il colossale punto di domanda per i medici che hanno in cura il campione e che ora dovranno decidere le prossime, delicatissime mosse.

Zanardi resta sedato, intubato e in coma farmacologico. La prognosi, dopo nove giorni e un intervento neurochirurgico durato tre ore, rimane riservata ma quella in arrivo potrebbe appunto essere la settimana-chiave, quella in cui i medici potrebbero decidere di diminuire il dosaggio dei farmaci e di risvegliarlo così dal coma. Una scelta su cui l’equipe multidisciplinare che segue il campione bolognese sta lavorando da giorni attraverso il monitoraggio dei suoi parametri. Zanardi è seguito costantemente da un team di anestesisti-rianimatori e neurochirurghi. Una ventina di professionisti che durante la settimana si sono alternati e che, tuttavia, mantengono prudenza su quando potrà avvenire il risveglio del paziente. Solo una volta presa la decisione in accordo con la famiglia, potranno essere eseguiti gli esami strumentali per valutarne le condizioni neurologiche.

Questo aspetto, insieme alle condizioni fisiche generali del campione, è il punto interrogativo più grande. E potrà essere sciolto soltanto in maniera graduale, man mano che Zanardi uscirà dal coma farmacologico: solo a quel punto, infatti, salvo situazioni nuove, si potranno avere indicazioni più chiare sulle sue condizioni, in particolare su quelle neurologiche dopo l’impatto con il Tir che agli aveva provocato, come dissero i medici, un ’fracasso facciale’, dunque con la frattura di tutte le ossa frontali. E intanto l’inchiesta per capire le cause dell’incidente non si ferma, con accertamenti anche sull’asfalto della Provinciale 146 per l’ipotesi di una buca che potrebbe aver procurato la sbandata.