Silvana Cugusi e la figlia Anna mostrano i riconoscimenti al pecorino Gran Riserva
Silvana Cugusi e la figlia Anna mostrano i riconoscimenti al pecorino Gran Riserva

Pienza (Siena), 31 ottobre 2019 - La tradizione, la passione, il gusto. Fattori che non si smentiscono negli anni e che portano le nostre eccellenze nel gotha dei formaggi di tutto il mondo. Ai «World Cheese Awards» che quest’anno si sono tenuti in Italia, a Bergamo, il Caseificio Cugusi Silvana brilla nuovamente con quello che ormai da anni è il suo prodotto più premiato: il Pecorino di Pienza Gran Riserva. Una delizia che si è aggiudicata il prestigioso «Super Gold», massimo riconoscimento che proietta questo formaggio tra i migliori 84 di tutto il globo tra le migliaia di partecipanti al contest.

Non è la prima volta ma si sa, confermarsi è più difficile di affermarsi. Un’altra buona notizia per il caseificio, la cui lunga storia è iniziata nel 1962, è arrivata con la Riserva al pepe nero che si è presa il bronzo. Premi che arrivano a coronamento di un lavoro quotidiano e di una tradizione di famiglia che da decenni va avanti con energia e attaccamento al territorio. L’ultima gioia è arrivata domenica scorsa a Verona, alla quinta edizione degli «Italian Cheese Awards», dove il Gran Riserva somma al «Super Gold» di Bergamo anche la vittoria nella categoria del formaggio stagionato.

Un «bis» che conferma come tanto in Italia che all’estero, questo formaggio, prodotto in circa 300-400 forme all’anno, sia una certezza. «Ci fa piacere che riceva così tanti riconoscimenti – commenta Silvana Cugusi, che gestisce l’azienda con sua sorella Giovanna – il Gran Riserva stagiona per almeno 18 mesi in cantina e ogni forma pesa dai 10 ai 12 chili. La cagliata è pressata manualmente ed è periodicamente trattata in crosta con olio d’oliva. I nostri prodotti sono realizzati esclusivamente con latte della zona, in gran parte nostro».

Il caseificio si trova nel comune di Montepulciano, comunque a pochi passi da Pienza. L’azienda conta 220 ettari di terreno e 800 pecore con una produzione di oltre 20 formaggi che sono legati alla tradizione locale. I pascoli e le pecore, oltre a dare a questo territorio un alimento genuino e apprezzato ovunque, hanno anche un altro pregio, forse il più importante: quello di mantenere il territorio verde e naturale, senza stravolgimenti. Non è poco perché questa, in fin dei conti, è una ricchezza di cui andaredavvero fieri.
L’azienda Cugusi ha otto dipendenti, il casario è Paolo Mencattelli, un punto di riferimento grazie alla sua esperienza. Anche il formaggio, come il vino, crea posti di lavoro ed è un tassello fondamentale di quel turismo enogastronomico che soprattutto negli ultimi anni ha dato una spinta all’economia della zona. Eppure non è un mestiere facile anche se le soddisfazioni non mancano quando le cose vengono fatte bene. Pochi giorni di riposo, tante cose da fare e un’attenzione costante a tutto.

Poi ci sono le visite, le degustazioni, i dettagli da curare perché la competizione non manca. Ma le nuove generazioni hanno iniziato a guardare con interesse al settore. «Il pecorino di Pienza non ha crisi – spiega Silvana Cugusi – e da noi il turismo non manca. C’è un ritorno da parte dei giovani nelle campagne e sul settore caseario, meno nella pastorizia che è più complesso e richiede uno stile di vita diverso. Sono comunque nate nuove realtà ed è positivo anche se questa occupazione richiede impegno e costanza. Ma non dimentichiamoci che allo stesso tempo ha contribuito a conservare un territorio». Bello, unico e premiato, oltre che per i suoi paesaggi e per le bellezze artistiche anche per un pecorino di fama mondiale.

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