La storia di Costanza, nomade digitale. "Lavoro ma ho girato 22 Paesi"

La giovane di Montepulciano, 34 anni, laurea in filologia antica, si trova adesso in Malesia. "Vita costosa e che richiede programmazione ma gli stipendi delle aziende internazionali sono alti"

Costanza Rossi, 34 anni, poliziana
Costanza Rossi, 34 anni, poliziana

Montepulciano (Siena), 27 novembre 2023 – Sono ormai 35 milioni, quasi quanto gli abitanti di nazioni popolose come Canada o Polonia, incrociano freneticamente le rotte che attraversano il globo e tra loro c’è anche una giovane donna di Montepulciano. Sono i nomadi digitali, persone che hanno scelto di lavorare viaggiando, alle quali bastano solo un pc e una connessione alla rete per svolgere la propria attività.

Lei si chiama Costanza Rossi, ha 34 anni, una laurea in filologia antica nel cassetto (dopo il Classico ai Licei Poliziani), il trolley e la borsa della fotocamera digitale sempre pronti, e ci parla da Kuala Lumpur, capitale della Malesia, prima di trasferirsi in Vietnam, dove si tratterrà per un mese, ovviamente lavorando.

"Sono tre anni che non metto piede in un ufficio, se non per conoscere i colleghi dell’azienda londinese con la quale collaboro e che avevo visto solo nel monitor. Il mio posto di lavoro può essere dappertutto, in un co-working, all’aperto, su una spiaggia (anche se non ho il mito del mare): basta un po’ di allenamento e poi si può essere efficienti come in un luogo tradizionale; anzi, per me - e tanti altri - molto di più!". Costanza coltiva fin da piccola il desiderio di viaggiare, subito dopo la laurea va a Londra senza conoscere una parola di inglese ("all’uscita dalla banca dove avevo aperto il conto corrente - ricorda -, scoppiai a piangere, non sapevo cosa avessi firmato"), studia la lingua e, per mantenersi, lavora nei ristoranti.

"Cameriera, sommelier, poi le prime collaborazioni per posizioni base nel marketing. Dovevo rimanere tre mesi, per un tirocinio col progetto europeo "Leonardo", diventano sette anni, grazie alle possibilità che quell’ambiente offre per crescere e fare carriera". La svolta, con il covid, mentre Costanza è occupata con una multinazionale australiana del turismo. "L’azienda procedeva con massicci licenziamenti e intanto si affermava lo smart working: ho anticipato un possibile congedo e sono partita, con alcune collaborazioni già in tasca e una gran voglia di muovermi: prima destinazione, le Canarie, Fuerteventura".

In tre anni la Rossi, diventata una specialista di marketing e promozione online, è stata anche in Portogallo, Namibia, Sud Africa, Botswana, Marocco, Libano, Turchia, Nepal e Sri Lanka, per un totale, insieme al suo ragazzo, anch’egli nomade digitale, di ventidue paesi. "Mi dicono ‘fai una vita da sogno’ e io mi sento fortunata; ci sono però da considerare tanti aspetti: i miei vestiti sono inscatolati in uno storage a Milano; nel mio bagaglio non deve mancare un lenzuolo (in Mongolia ho dormito a terra, con i pastori); ogni paese presenta regole diverse per accesso, residenza, regime fiscale; fondamentale è la potenza del wi-fi e bisogna armonizzare i propri ritmi con il fuso orario dell’azienda; infine, è una vita che richiede costante programmazione e molto costosa, ma, fortunatamente, gli stipendi delle aziende internazionali sono elevati e consentono agevolmente di mantenersi".