Ospedale
Ospedale

Siena, 12 settembre 2019 - Anche al policlinico le Scotte di Siena si è verificato un caso di un paziente in cui è stato isolato nel sangue il batterio New Delhi (nell’acronimo è Ndm, che sta per New Delhi Metallo beta-lactamase). Sono stati 75 i casi in tutta la Toscana: i numeri sono stati diffusi dal dossier che l’Ars, Agenzia regionale di sanità, pubblicherà d’ora in avanti tutti i mercoledì, sul suo sito, per tenere sotto controllo la situazoni epidemiologica.

Cosa è il New Delhi? Un enzima prodotto da batteri presenti nell’intestino, in grado di distruggere molti tipi di antibiotici. Il nome deriva dalla prima identificazione, nel 2008, di questa proteina in un cittadino svedese che era stato precedentemente ricoverato in India, a New Delhi. L’NDM rappresenta un nuovo meccanismo di antibiotico-resistenza, sviluppato da batteri normalmente presenti nella flora intestinale umana che possono diventare virulenti in seguito all’esposizione prolungata a determinati antibiotici.

La capacità di resistere agli antibiotici rende pertanto pericolosi questi batteri, soprattutto in pazienti fragili, già colpiti da gravi patologie o immunodepressi.

Ecco il problema, la resistenza agli antibiotici, che in questo caso ha fatto registrare numerosi casi in Toscana (31 i casi all’ospedale di Pisa e una decina nella zona di Lucca, 9 agli Ospedali riuniti di Livorno). E così l’assessorato alla salute della Toscana ha costituito a maggio 2019 un’unità di crisi che ha prodotto indicazioni regionali per il contrasto alla diffusione, con precise procedure per le Aziende sanitarie; e istituito il monitoraggio degli screenig attivati. Fino al 31 agosto, sono stati 708 i ricoverati portatori del ceppo batterico, su cui sono state applicate misure igieniche di contenimento. Il primo dossiere dice che dal novembre 2018 al 31 agosto 2019 i batteri NDM sono stati isolati nel sangue di 75 pazienti: i casi sono risultati letali nel 40% dei pazienti con sepsi.

Compreso uno alle Scotte, appunto. «Stiamo monitorando costantemente la situazione epidemiologica, seguendo le linee guida della Regione Toscana, in stretta sinergia con l’ARS – il comunicato diffuso in serata dal policlinico senese, a firma del direttore sanitario Roberto Gusinu –. Da tempo, anche l’AouSenese è impegnata in maniera continuativa a osservare e controllare il fenomeno e ha messso in atto una serie di procedure di prevenzione e controllo, per la gestione e l’eventuale terapia dei casi NDM, avvalendosi degli esperti dell’Azienda e del Sistema sanitario regionale».

Di particolare importanza è la sorveglianza delle colonizzazioni nei pazienti ammessi negli ospedali. La ricerca attiva dei batteri riguarda i pazienti ricoverati in reparti specifici (terapie intensive e sub-intensive, oncologia, oncoematologia, trapianti, cardiochirurgia, malattie infettive, area medica, riabilitazione) e pazienti che presentino caratteristiche di rischio.