Il procuratore capo Salvatore Vitello che ha aperto il fascicolo modello 45
Il procuratore capo Salvatore Vitello che ha aperto il fascicolo modello 45
La novità più eclatante emersa dalla deposizione del 16 ottobre di Maurizio Montigiani agli uomini del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza è che, nonostante l’ondata di critiche e le sollecitazioni degli avvocati della famiglia di David Rossi che spingevano a riaprire le indagini sulla morte del manager Mps, la procura di Siena non le ha mai chiuse. Due inchieste archiviate come suicidio, la terza a Genova archiviata per la vicenda dei presunti festini hard che avrebbero distolto i magistrati senesi dal fare luce sulla morte, e infine il...

La novità più eclatante emersa dalla deposizione del 16 ottobre di Maurizio Montigiani agli uomini del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza è che, nonostante l’ondata di critiche e le sollecitazioni degli avvocati della famiglia di David Rossi che spingevano a riaprire le indagini sulla morte del manager Mps, la procura di Siena non le ha mai chiuse. Due inchieste archiviate come suicidio, la terza a Genova archiviata per la vicenda dei presunti festini hard che avrebbero distolto i magistrati senesi dal fare luce sulla morte, e infine il segreto custodito per due anni, di un fascicolo aperto nel 2019, senza notizie di reato e senza indagati, quando sarebbe stato più facile sbandierarlo per replicare alle critiche.

La prima notizia è questa: la procura di Siena con il procuratore capo Salvatore Vitello in testa, non ha spento la luce sul caso David Rossi. Ha affidato il fascicolo a due pm che non si sono mai occupati della vicenda, De Flammineis e Ludovici, ha scelto il reparto più specializzato nelle indagini finanziarie, il nucleo delle Fiamme Gialle. E ha fatto tutto in silenzio, ascoltando testimoni, approfondendo le questioni sollevate nelle deposizioni, battendo tutte le piste, eccetto le più inverosimili indicate da testi inattendibili.

Se non fosse stato per le rivelazioni de Il Fatto quotidiano e le parole di Montigiani, quel fascicolo modello 45 avrebbe continuato a riempirsi di verifiche, controlli e deposizioni, lontano dal clamore mediatico. E alla vigilia di quella commissione d’inchiesta istituita dalla Camera dei deputati, voluta dall’onorevole Walter Rizzetto, di Fratelli d’Italia, può essere usato anche come piattaforma per i deputati chiamati a indagare sul caso David Rossi. L’istituzione della commissione parlamentare è ancora nel limbo. Alcune forze politiche non hanno indicato i loro candidati e non ci sarebbe convergenza sul nome del presidente della commissione. Ruolo al quale aspirerebbe, ovviamente, Walter Rizzetto.

Tornando alle indagini affidate al nucleo della Guardia di Finanza e la pista dei conti della Lega e delle sponsorizzazioni sportive bloccate dopo l’avvento di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola ai vertici del Monte dei Paschi, quel numero misterioso 4099009, apparso sul telefonino di David Rossi, sarebbe stato verificato anche come conto finanziario. Stando alla perizia dei tecnici Tim, non era stato digitato da Rossi dopo la sua morte, ma era un codice automatico per l’autoricarica del credito. I controlli finanziari, invece, avrebbero evidenziato che poteva trattarsi di un libretto postale, con meno di 2mila euro, di giacenza, appartenente a una persona del tutto estranea alla vicenda. Nessuna connessione con i titoli al portatore di Ge Interbanca, la pista che portava poi al Viadana Rugby e ai conti misteriosi della Lega.

P.D.B.