di Laura Valdesi SIENA "Stanco, l’adrenalina a mille. Emozionato ma anche molto felice". Sensazioni che il rettore del Bruco Gianni Morelli esprime davanti alla telecamera (video e foto su www-lanazione.itsiena) sebbene già si leggono sul volto di chi è consapevole della responsabilità del primo Giro per rendere omaggio alle Consorelle in occasione della festa titolare. Quello che rompe il ghiaccio delle restrizioni (che pure restano, per carità) imposte dalla pandemia. Rettore...

di Laura Valdesi

SIENA

"Stanco, l’adrenalina a mille. Emozionato ma anche molto felice". Sensazioni che il rettore del Bruco Gianni Morelli esprime davanti alla telecamera (video e foto su www-lanazione.itsiena) sebbene già si leggono sul volto di chi è consapevole della responsabilità del primo Giro per rendere omaggio alle Consorelle in occasione della festa titolare. Quello che rompe il ghiaccio delle restrizioni (che pure restano, per carità) imposte dalla pandemia.

Rettore iniziamo dai numeri: quanti monturati?

"Sono settanta, di età compresa fra i 13 e i 27 anni. Abbiamo deciso di far vestire solo i più giovani, anche se non i più piccoli perché era necessario gestire alla perfezione il Giro. E devo dire che i nostri ragazzi sono stati encomiabili . Più corretti e disciplinati del solito. Si è poi allargato il cuore quando ho visto il popolo dietro ai monturati. Tutti rispettosi delle regole, con la mascherina indosso quando erano vicini. Tanti i brucaioli che hanno atteso lungo le vie del centro la Contrada per salutare ma anche senesi di altre Consorelle avevano le lacrime agli occhi ieri rivedendo le bandiere e sentendo i tamburi. Quanto alle regole di cui dicevamo, sono stati eliminati i rinfreschi delle alleate e i brindisi, nell’oratorio per cantare il Te Deum è entrato solo un numero limitato di dirigenti del Bruco e della Contrada a cui si è reso omaggio. Tutti con la mascherina, compresi il tamburino e i due alfieri".

Una grossa responsabilità.

"Girava Siena e non il Bruco. Onorati di essere i primi a poter festeggiare così ma altrettanto forte era appunto il senso di responsabilità perché agendo correttamente il Bruco consentirà alle Consorelle di girare, aprendo loro la strada. Ce l’abbiamo messa tutta per fare bella figura e farla fare all’intero mondo contradaiolo".

Deve dire grazie a qualcuno?

"A prefettura, questura, Polizia municipale e al Comune per la sensibilità, per la collaborazione e per l’impegno profuso nel coniugare le esigenze legislative con la tradizione e con la nostra storia. Meritiamo rispetto e considerazione. Con il protocollo messo a punto si contemperano, come detto, le diverse esigenze senza stravolgere la tradizione. Le limitazioni sono accettabili, se si pensa che il popolo può andare dietro ai monturati".

Rettore Morelli, questo può rappresentare uno spiraglio verso lo Straordinario?

"Non lo so. Mi sono dedicato al Giro per non sbagliare. Difficile proiettarsi nel futuro adesso".